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Focus Progetto R2Cities

La progettazione Europea e la SMART CITY

Focus Progetto R2Cities

Molti genovesi, sia fra quanti le vedono rientrando in città dal casello autostradale di Voltri, sia fra quanti vi abitano, hanno opinioni forti sul quartiere conosciuto come le Lavatrici. Non particolarmente positive, specie sul lato estetico. Hanno pure opinioni sulla qualità della vita in quel quartiere, anche senza esserci mai stati.
Le Lavatrici devono il loro soprannome alle lastre di cemento col cerchio frangisole vuoto al centro poste sulla parte bassa della facciata, che fanno sembrare il quartiere un insieme di enormi lavatrici schierate sulla collina– il vero nome sarebbe Quartiere San Pietro di Prà (o Pegli 3, secondo le agenzie immobiliari). Furono costruite negli anni Ottanta, quando ancora l’attenzione nei confronti dell’efficienza energetica era ancora modesta. Malgrado le Lavatrici si trovino in una zona particolarmente esposta al vento, non furono progettate con particolare attenzione all’efficienza. “Le finestre non si chiudevano bene, c’erano correnti e infiltrazioni d’acqua; d’inverno, anche col riscaldamento, si arrivava al massimo a 16 gradi. Allo stesso tempo, anche oggi, il riscaldamento è una delle nostre spese maggiori”, secondo Sergio Pandolfini, presidente del comitato di quartiere San Pietro (“Chiamateci col nome del quartiere, le Lavatrici è avvilente”).
Il Comune, proprietario del 64% degli appartamenti, è intervenuto utilizzando, fra gli altri strumenti, il progetto europeo di efficientamento energetico R2Cities, co-finanziato dall’UE nell’ambito dell’European Reseach Program 7, e di cui Genova fa parte insieme a Valladolid e Kartal, un municipio di Istanbul. Il principio è noto: esperimenti portati avanti sul territorio, soprattutto per mezzo di incentivi, destinati a produrre pratiche virtuose replicabili su scala cittadina, fino all’obbiettivo massimo di un completo ripensamento dell’organizzazione della città, ma che al tempo stesso servano a portare un miglioramento concreto ai cittadini e a riallacciare le file fra questi e la Municipalità.
In questo caso si tratta di ristrutturare palazzi costruiti a suo tempo senza badare troppo all’efficienza energetica, con interventi di vario genere e tecniche diverse – sostituzione dei serramenti di porte e finestre; sostituzione della caldaia; sistemi di controllo e monitoraggio dei consumi energetici; installazione di elettrovalvole e valvole termostatiche negli appartamenti e negli altri ambienti del complesso. L’area coinvolta copre 18000 metri quadrati e circa 500 inquilini. L’obbiettivo è ridurre il consumo d’energia e le relative bollette del 50% negli edifici ristrutturati oltre a ridurre le emissioni di CO2. Quattro appartamenti sono stati identificati dall’Università di Genova quali ‘on-site labs’ per monitorare i progressi nel risparmio energetico. In futuro, un impianto fotovoltaico sul tetto fornirà l’energia necessaria agli ascensori ed all’illuminazione delle scale.
Per il momento, la sostituzione degli infissi e della caldaia hanno già cominciato a migliorare sensibilmente la situazione. Un clima ottimale nelle case e il risparmio nei costi miglioreranno la qualità della vita nelle Lavatrici. Ora si attende il verdetto del Generale Inverno. Col tempo, se tutto va come dovrebbe andare, anche il giudizio pesante sulla vivibilità del quartiere potrebbe cambiare. Per quello estetico degli automobilisti in autostrada potrebbe essere più difficile…

Martedì 19 gennaio 2016 alle 09:44:03
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