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Ultimo aggiornamento ore 12.30 del 13 Dicembre 2017

"Anche questa è violenza", presidio di "Non Una Di Meno" sotto il tribunale

`Anche questa è violenza`, presidio di `Non Una Di Meno` sotto il tribunale

Genova - Oggi si è svolto il presidio indetto da "Non Una Di Meno" contro la violenza istituzionale nei confronti delle donne già vittime di violenza domestica e sessuale. Sotto lo slogan "Anche questa è violenza" un gruppo di donne si sono ritrovate sotto il tribunale di Genova per denunciare la disparità della giustizia. Hanno partecipato anche le operatrici dei Centri Antiviolenza Mascherona, uno spazio che accoglie e tutela le donne che subiscono violenza ed in cui si promuove autoconsapevolezza, fiducia, capacità progettuale, speranza e autodeterminazione.

"Troppo spesso però – dicono le attiviste - il lavoro del Centro Antiviolenza si scontra con il sistema legislativo che opera una ulteriore forma di violenza nei confronti delle donne che non ha nulla da invidiare a chi la agisce direttamente e che vanifica e sminuisce anche l'azione di chi lavora su questo fenomeno da almeno 30 anni."

"Non Una di Meno dice basta a tutte le forme di violenza istituzionale che sottovalutano e svalutano il racconto delle donne; non agiscono prontamente, che diluiscono i tempi per l'intervento; concedono forme attenuate di detenzione al partner maltrattante, senza valutare con attenzione a quale rischio espongono le vittime; spingono o obbligano la donna vittima di violenza alla denuncia senza una preventiva valutazione dei rischi e senza fornirle adeguata protezione; non valutano, in caso di violenza sessuale, se il consenso delle donne ai rapporti sia stato espresso e che questo non derivi da stato di soggezione; all'interno dei tribunali le donne continuino a subire una ulteriore violenza attraverso la loro colpevolizzazione ed il giudizio sullo stile di vita".

"L'Italia - ricordano le attiviste - nel 2013 ha firmato la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, ma ad oggi molti principi di questa Carta Europea non risultano applicati nel nostro Paese. È di pochi mesi fa la notizia di una condanna da parte della Corte di Strasburgo per non aver protetto una donna e suo figlio dal marito violento. Non si è trattato di un caso isolato, per questo Non Una di Meno è scesa in piazza per chiedere formazione specifica per tutte le forze dell'ordine, per i legali e per la magistratura sui temi della violenza di genere e che sia progettata e realizzata in collaborazione con i Centri Antiviolenza; che in ogni presidio delle Forze dell'Ordine sia garantita la presenza di almeno un referente sulla violenza di genere sensibile e preparato adeguatamente; che la normativa preveda una specifica sezione dei tribunali per i reati legati alle violenze di genere; l'esclusione dell'applicazione dell'art. 162 iter del Codice Penale al reato di stalking ed ai reati legati alla violenza di genere; che non sia dato l'affido condiviso delle/dei figlie/figli nei casi di accertata violenza intrafamiliare".

"Perché - affermano - fino a quando le istituzioni continueranno a non ascoltare le donne, queste saranno costrette a scappare, a cambiare vita, lasciare affetti, continueranno a morire. Siamo consapevoli che per eliminare la violenza occorre superare la disparità di genere e questo è un compito che ci riguarda tutte e tutti".

Venerdì 17 novembre 2017 alle 14:30:59
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