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Ultimo aggiornamento ore 10.00 del 25 Settembre 2017

Allarme Isis, cinque sospetti spaventano Genova | Video

Allarme Isis, cinque sospetti spaventano Genova<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/videogallery/Allarme-ISIS-cinque-sospettati-1480.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Video</a></span>

Genova - Si allarga l'inchiesta su un gruppo di islamici radicalizzati presenti a Genova che avrebbero contatti con un gruppo di presunti finanziatori dell'Isis. I pm del pool antiterrorismo hanno indagato nelle scorse settimane cinque persone: tre libici, un tunisino e un siriano.

L'accusa è terrorismo internazionale. I cinque, come scrive Il Secolo XIX, avrebbero frequentato la moschea di Sampierdarena guidata dall'imam Mohamed Naji, già indagato l'estate scorsa. In queste settimane i poliziotti della Digos e i militari del Gico della Guardia di finanza hanno effettuato perquisizioni in casa dei cinque e sequestrato soldi e telefonini. Nei giorni scorsi erano stati indagati quattro marocchini, anche loro frequentatori della moschea di Sampierdarena. Una decima persona, un albanese, è finito sotto la lente dei carabinieri del Ros perché avrebbe mostrato segni di radicalizzazione sul web. Le indagini che hanno portato all'iscrizione dei cinque parte dall'arresto di tre libici a gennaio 2016 nel porto di Genova.

I tre erano a bordo di suv di lusso con presunti falsi documenti ma soprattutto avevano foto di bimbi armati e drappi dell'Isis sui telefoni. I tre erano stati poi rilasciati dopo alcune settimane ma secondo gli inquirenti farebbero parte di una organizzazione che ruba auto dei passati regimi libici per rivenderle in Nord Europa e finanziare così le casse di Daesh.
Uno dei tre, era emerso nell'inchiesta, aveva contatti proprio con Naji che lo avrebbe addirittura aiutato a trovare documenti falsi per le macchine.

Le indagini del pool antiterrorismo stanno dimostrando come il porto di Genova sia strategico per i fondamentalisti. A maggio la finanza aveva sequestrato tre container dove erano nascoste 37 milioni di pasticche di tramadol, la cosiddetta droga del combattente. Quel traffico, sostengono gli investigatori, avrebbe fruttato all'Isis 75 milioni di euro.

Martedì 5 settembre 2017 alle 14:24:35
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05/09/2017 - Allarme ISIS, cinque sospettati frequentavano la moschea di Sampierdarena


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