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Ultimo aggiornamento ore 23.20 del 27 Maggio 2017

Centrale a carbone, WWF: "Gravissimo che la richiesta di riapertura venga dal Governo"

Centrale a carbone, WWF: `Gravissimo che la richiesta di riapertura venga dal Governo`

Genova - "Sei mesi fa, Enel aveva annunciato l'ultimo carico di carbone per la centrale di Genova, inserita tra le 23 centrali da dismettere e di fatto già in spegnimento. Oggi la centrale riapre su richiesta del Ministero per lo Sviluppo Economico su segnalazione di Terna, con la scusa del venir meno dell'energia nucleare francese. Una scusa che non regge perché nel Nord Italia ci sono moltissime centrali a gas a ciclo combinato, più efficienti e meno impattanti dal punto di vista sanitario e ambientale": lo ha spiegato il WWF tramite una nota.

"E' una decisione gravissima - ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia - che usa scuse rese risibili dalla enorme sovra capacità italiana: siamo in grado di produrre quasi 117 GW di energia elettrica a fronte del massimo picco di domanda interna di 60,5 GW. In realtà, si riapre al carbone dopo che erano venute prese di posizione e impegni formali per l'abbandono di questa fonte pericolosa sia per la salute che per l'ambiente e letale per il clima (produce 2 volte di più CO2 delle centrali a gas). La richiesta di riapertura di Genova si configura addirittura come una violazione del libero mercato, dal momento che Enel è diventata una SPA e ci potrebbero essere altri operatori interessati a soddisfare la domanda di energia francese o il mancato acquisto dell'energia nucleare d'oltralpe a fini speculativi (visto che viene rivenduta a caro prezzo e importata praticamente a costo zero, non perché ne abbiamo bisogno). Questa è una vicenda che certamente segnaleremo alla Unione Europea. La richiesta del MISE denuncia, oltretutto, che nel Nord Italia si è fatto e si sta facendo poco per le rinnovabili, mentre al Sud la situazione è migliore. In Liguria, ad esempio, il fotovoltaico non copre nemmeno il 2% del fabbisogno elettrico regionale. Chiediamo al governo italiano di mantenere e sostanziare l'impegno a uscire rapidamente dal carbone, primo passo per tener fede all'Accordo di Parigi sul Clima e intraprendere la strada dello Sviluppo Sostenibile, non cedendo alle pressioni delle lobby italiane ed estere".

Giovedì 12 gennaio 2017 alle 19:00:29
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