Notizie cronaca genova Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 19.50 del 19 Febbraio 2018

Giorno del Ricordo, questa mattina seduta solenne del Consiglio regionale

Ballarin: «Ricostruiamo la nostra identità di un unico popolo fra gli esuli e coloro che sono rimasti»

Giorno del Ricordo, questa mattina seduta solenne del Consiglio regionale

Genova - Questa mattina nel Complesso monumentale di Sant’Ignazio dell’Archivio di Stato, in via Santa Chiara 28, a Genova, si è svolta la Seduta solenne del Consiglio regionale, dedicata al Giorno del Ricordo, in memoria degli italiani che vivevano nella Venezia Giulia, Istria e Dalmazia e che, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, furono costretti ad un drammatico esodo per sfuggire alla persecuzione e alla morte. Ha aperto la seduta il presidente del Consiglio regionale e Antonio Ballarin, presidente della Federazione delle associazioni degli esuli Fiumani Istriani e Dalmati, ha svolto la relazione ufficiale. Hanno partecipato alla cerimonia consiglieri, assessori e le massime autorità civili, militari e religiose. Il presidente dell’Assemblea legislativa, prima dell’indirizzo di saluto, ha chiesto ai presenti di osservare un minuto di silenzio in omaggio alle vittime delle foibe e per ricordare il dramma degli esuli.

Il presidente del Consiglio regionale ha rievocato alcune immagini del dramma dei Giuliano Dalmati sottolineando che solo in tempi recenti è stata abbattuta l’indifferenza con cui l’Italia aveva affrontato queste vicende. Il presidente ha auspicato che i discendenti degli esuli possano reintepretare la propria identità nel più vasto quadro europeo.

Antonio Ballarin «ha ricostruito i tentativi, compiuti già nell’Ottocento, per attuare una progressiva slavizzazione della regione che da secoli era abitata da una popolazione autoctona di lingua italiana: dai progetti avviati dall’impero Austroungarico fino alle drammatiche vicende del secolo scorso con le persecuzioni, le stragi nelle foibe e l’esodo forzato di decine di migliaia di persone». Secondo Ballarin queste vicende non hanno avuto ancora un pieno riconoscimento: «A distanza di 70 anni queste generazioni chiedono che i conti, aperti dallo Stato italiano con la storia sulla pelle di gente senza colpa, siano chiusi in maniera definitiva». Il presidente della Federazione delle associazioni degli esuli Fiumani Istriani e Dalmati ha, quindi, illustrato le fasi che hanno portato, tramite una legge dello Stato italiano, alla tutela della memoria riscattando così la solitudine che ha accompagnato gli esuli per decenni. «Questa legge sana in parte l’ingiustizia subìta e costituisce il punto di partenza necessario per una ricostruzione identitaria, ma – ha aggiunto - il Giorno del Ricordo non è un punto di arrivo, ma di partenza. Da bravi e tenaci eredi di una civiltà nobile, colta, aperta e briosa, ci rimbocchiamo le maniche e ricostruiamo non solo le case squassate da un terremoto ma la stessa vita. Ricostruiamo la nostra identità, la nostra appartenenza viscerale ad una terra. Il nostro desiderio – ha concluso – è di essere un unico popolo fra esuli e comunità ancora oggi presenti al di là del mare affinché tale popolo viva senza più paura di usare la propria lingua, la propria storia, la propria civiltà e la propria cultura».


Venerdì 9 febbraio 2018 alle 12:40:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Notizie Genova






























Uffici redazione: Palazzo Ducale, primo piano del cortile maggiore
Piazza Matteotti 9, 16123, Genova - tel. (+39) 010 8935042 fax (+39) 010 8934973

Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News