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Ultimo aggiornamento ore 08.00 del 20 Novembre 2017

"Cinepassioni", dal 13 aprile alla Loggia della Mercanzia di piazza Banchi

`Cinepassioni`, dal 13 aprile alla Loggia della Mercanzia di piazza Banchi

Genova - Domani apre alla Loggia della Mercanzia di Piazza Banchi la mostra “CINEPASSIONI. Storie di immagini e collezionismo”. L’esposizione, visitabile fino al prossimo 30 luglio e curata da Luca Malavasi docente di Storia e critica del cinema presso l’Università di Genova, nasce dalla volontà
dell’Assessorato Cultura e Turismo e della Direzione Cultura del Comune di Genova di valorizzare tre importanti realtà cittadine legate al cinema: la Cineteca D.W. Griffith, la Collezione intitolata a Stefano Pittaluga e la Collezione Cine Ciak, rispettivamente centrate sul patrimonio filmico, sulla tecnologia cinematografica e sull’oggettistica.

Tre raccolte, in larga parte mai mostrate al pubblico, estese dalle origini della storia del cinema a oggi, simbolo di un collezionismo “spontaneo” che unisce ricerca storica e passione cinefila. È di questa passione che la mostra racconta lo sviluppo storico e culturale, interpretando la ricchezza delle collezioni attraverso un percorso che privilegia l’impatto sociale, culturale e, appunto, passionale del cinema. La prima sezione racconta del “cinema prima del cinema”, grazie a un’installazione video a quattro canali creata appositamente per la mostra e all’esposizione di numerose lanterne magiche, vetrini per lanterna e camere ottiche: “macchine della visione” che non si sono limitate, dal XVII al XIX secolo, ad anticipare la logica e la tecnologia del cinema, ma
hanno anche contribuito ad alimentare la curiosità e la passione per le immagini e la riproduzione del movimento, gettando le basi per la nascita dello spettatore cinematografico.

La seconda sezione della mostra è interamente dedicata a una selezione di tecnologia cinematografica, suddivisa nella classica “filiera” della produzione: ripresa, edizione, proiezione. Qui sono esposti macchinari professionali e amatoriali, italiani e stranieri, dalle origini alla metà del Novecento. L’insistenza sull’amatoriale intende approfondire il primo sviluppo del cinema “domestico”, un fenomeno alla portata di tutti. Ogni sezione è ulteriormente arricchita da video che, rimontando alcune sequenze tratte da film, mostrano come il cinema abbia rappresentato se stesso e, in particolare, la sua natura di “macchina”, metà industria, metà arte. La terza sezione del percorso conduce dalla “fabbrica” del cinema al suo prodotto finito, il film, insistendo in particolare sul momento della visione. Lo fa tornando all’origine di tutto: alla “sfida” tra Edison e Lumière, che non fu soltanto commerciale o territoriale – Stati Uniti vs. Europa – quanto, soprattutto, culturale, perché a opporsi furono essenzialmente due modelli di visione: da un lato quello individuale del Kinetoscopio Edison, ricostruito per la mostra, e, dall’altro, quello collettivo del Cinématographe dei fratelli Lumière, destinato a vincere. Anche se, a ben vedere, il punto d’arrivo della storia sembra, in qualche modo, riportare a Edison, e cioè a un rapporto “al singolare”, privato, tra osservatore e immagini: nuove esperienze di visione ma, anche, nuovi sguardi, che il visitatore potrà sperimentare grazie a una postazione di realtà virtuale, con un contenuto appositamente creato per l’esposizione. La quarta e ultima parte del percorso si concentra infine su alcune pratiche, sociali e culturali, che prolungano e “solidificano” il rapporto con il cinema: prima una piccola sezione di paratesti cartacei, che testimoniano di altre forme di passione come la cinefilia delle riviste e il divismo, e di rielaborazione dell’esperienza cinematografica nella critica; segue poi un’ampia selezione di oggetti provenienti dalla collezione Cine Ciak: busti, action figures, modellini, diorami, 3D recreations, giocattoli, manifesti, costumi, movie props, memorabilia, gadget e altro ancora, riferiti tanto ad alcuni film del passato quanto a blockbuster contemporanei, da Star Wars a Harry Potter, da Superman a Spiderman. Questo tipo di collezionismo è una pratica culturale che nasce con il cinema e che trova una delle sue spinte nel potente fascino esercitato dall’immaginario filmico, dai suoi personaggi e dai suoi racconti. Un desiderio di contatto con “pezzi” della cultura popolare che ha conosciuto, in anni recenti, uno sviluppo straordinario, anche grazie a un’offerta sempre più vasta e sofisticata di merchandising cinematografico. L’attuale popolarità del collezionismo non è certo una semplice questione industriale: racconta, al contrario, del potere di fascinazione del cinema, dei suoi miti e delle sue icone, un potere antico e ancora intatto. Racconta anche di un desiderio altrettanto originario: quello di far uscire dalla bidimensionalità dello schermo i personaggi che abbiamo amato, di dare loro corpo per poterli toccare e tenere con noi, vicini a noi. Per certi versi, un altro modo di guardare un film.

Dal punto di vista dell’allestimento, la mostra punta a immergere lo spettatore in una situazione ricca non soltanto di contenuti ma anche di stimoli visivi, audiovisivi e sonori, ricorrendo a installazioni video, contenuti in realtà virtuale, proiezioni cinematografiche e olografiche, come quella che accoglie il visitatore e che vede protagonista l’attore Stefano Annoni.

Mercoledì 12 aprile 2017 alle 13:30:12
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