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Ultimo aggiornamento ore 23.00 del 20 Agosto 2017

Domani a Pieve il concerto di Mario Incudine sul Ciclope

Domani a Pieve il concerto di Mario Incudine sul Ciclope

Genova - “Scali a mare Pieve Ligure Art Festival”, prodotto da Teatro Pubblico Ligure con la direzione artistica di Sergio Maifredi, si chiude domenica 30 luglio (ore 21,30, ingresso libero) allo Scalo Chiappa di Pieve Ligure, con “Odissea un racconto mediterraneo”, grande storia mitica di cui Mario Incudine e Antonio Vasta presentano il canto IX dedicato al Ciclope. È un vero e proprio concerto di musiche e parole, in cui le parole di Omero si cambiano con i testi di Luigi Pirandello in siciliano e di Camillo Sbarbaro, figlio della nostra terra di Liguria. Incudine è un artista versatile, che unisce canto e recitazione con una naturalezza più volte apprezzata in Liguria, tanto che ormai si è formato un gruppo di fedeli appassionati, puntuali alle sue esibizioni. Una carriera in ascesa che presto lo vedrà accanto a un popolare interprete di musica leggera, Biagio Antonacci.

In questo caso Incudine e Vasta, fra i protagonisti dello spettacolo di Moni Ovadia al Teatro Greco di Siracusa, sono protagonisti del Ciclope, il primo cunto di Odisseo. È il racconto con cui inizia la "versione di Odisseo". Alla reggia di Alcinoo, Odisseo ascolta Demodoco il cantore narrare della guerra di Troia e dei ritorni degli eroi sopravvissuti. Odisseo piange e si rivela ad Alcinoo. Omero dal racconto in "oggettiva" passa al racconto in "soggettiva". Odisseo dipana per Alcinoo il filo delle sue avventure ed inizia con gli "effetti speciali", con il ciclope Polifemo, certo di catturare l'attenzione del re e di ottenere da lui navi per tornare ad Itaca. Mario Incudine, artista di straordinario talento, attore, cantante, scrittore, reduce dal successo de Le Supplici a Siracusa di cui ha firmato la regia con Moni Ovadia e di cui è stato interprete e traduttore in lingua siciliana, affronta a suo modo questo "cunto". Lo trasforma in un vero e proprio canto con musiche scritte appositamente da Antonio Vasta, suo fidato collaboratore.
Il Ciclope di Omero si contamina con la riscrittura di Pirandello e di Sbarbaro, entrambi "traduttori" del Ciclope di Euripide. Ed è interessante notare che Pirandello lo traduca a ridosso della prima guerra mondiale e Sbarbaro delle seconda. Il Ciclope anche questo è: la forza bruta contro l'intelligenza, la violenza contro l'accoglienza.

Sabato 29 luglio 2017 alle 19:20:19
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