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Ultimo aggiornamento ore 07.45 del 11 Dicembre 2017

Palazzo Ducale, a Spazio46 la mostra del ciclo "In Contemporanea"

Palazzo Ducale, a Spazio46 la mostra del ciclo `In Contemporanea`

Genova - Lo Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova inaugura, sabato 1 luglio alle ore 19.00 la seconda mostra del ciclo IN Contemporanea, una rassegna d'arte contemporanea curata da Stefania Giazzi e Virginia Monteverde che prevede la partecipazione di tre artisti internazionali scelti per affinità tematiche.

La mostra, che vede l'esposizione delle opere di Agostino Arrivabene, Bertozzi&Casoni e Angelo Filomeno, si propone di esplorare il tema della caducità e della vulnerabilità della materia attraverso le rappresentazioni del gruppo di artisti che esprimono, con raffinate tecniche di pittura, sofisticate sculture e manufatti preziosi, la sottile malinconia del tempo che ogni cosa consuma.
Ironia, manierismo e struggente ricerca della bellezza pervadono le opere in mostra in una moderna rappresentazione della vanitas.

Agostino Arrivabene si muove in un universo visionario, popolato da ossessioni cosmiche ctonie.
La sua dettagliata pittura rende omaggio ai maestri del passato, quali Leonardo e Dürer, e scava dietro alle superfici levigate di stratificate bellezze per scoprirne i segni del deterioramento.
Nello svelamento della corrosione dell'originaria purezza, Arrivabene ci mostra che una volta concluso il ciclo di dissoluzione ogni cosa potrà ritornare all'origine, alla terra, che genererà un nuovo ciclo di vita, seppur di diversa natura.

Bertozzi&Casoni I due artisti creano “sculture dipinte”, come essi stessi definiscono la loro ricerca; assemblaggi di ceramiche con raffinata tecnica che adopera la ricercatezza del dettaglio non scevro di un ironico richiamo alle icone religiose ma anche intellettuali del nostro tempo, talvolta cadute in disuso; oppure all'accumulo di oggetti e detriti di ogni genere, un tempo oggetti di desiderio, ora obsoleti e destituiti, che segnano l'irreversibilità del destino di ogni cosa e la vacuità della nostra era del consumismo.

Angelo Filomeno usa la preziosità di tessuti in shantung di seta per creare ricami irriverenti.
Nelle sue opere l'artista recupera un'antica tradizione manuale per raccontare le sue visioni del nostro universo popolato da noi umani, sospesi tra la dimensione del cielo e la terra, tra splendore e decadenza, in caduta libera nel vuoto dell’ignoto. Il suo immaginario attinge alle culture primitive, ai riti sciamanici che guariscono i mali della comunità, i cui talismani hanno il potere di proteggere dalle forze oscure. Con dissacrante leggerezza raffigura le nostre paure, e irride alla nostra vanità.

Martedì 20 giugno 2017 alle 14:30:12
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