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Ultimo aggiornamento ore 14.25 del 27 Luglio 2017

Perché la festa più affascinante di Genova è gratis?

Perché la festa più affascinante di Genova è gratis?

Genova - Non è cosa da tutti i giorni creare "per caso" la festa più attesa e affascinante della città. Ma le storie più belle nascono sempre dal caso, ecco così è accaduto anche per quella festa che oggi tutti conosciamo con il nome di "Parteciparty".

All'alba della sua nona edizione ufficiale, non è poca la strada fatta da questi ragazzi che, partendo da un generatore e un paio di casse, hanno costruito una realtà diventata oggi un appuntamento estivo fisso per i genovesi.
Ma cosa si nasconde dietro l'organizzazione di un evento del genere? E sopratutto chi sono le menti che impiegano tempo e dedizione per creare ogni anno questo spettacolo?

Siamo andati a parlare con gli organizzatori di questa enorme festa, che ci limiteremo a chiamare con il singolare "John", i quali ci hanno illustrato cos'è il PPY, com'è nato e cosa vorrebbero farlo diventare.


Ciao John, la prima cosa che ti chiedo è: come è nato il Parteciparty?
"Era il 2011, periodo di forti mugugni sulla scena serale genovese. Eravamo un gruppo di amici semplice ed eterogeneo, abituati a far feste in campagna. Con l’arrivo dell’estate è scattata la scintilla e abbiamo pensato di comprarci due casse e un generatore per far festa ovunque.
Decidiamo di fare una festa di autofinanziamento per ripagare le spese sostenute, chiamandola 'L’importante è parteciparty' un nome tanto stupido quanto azzeccato, perché nel giro di pochi anni, da un evento tra amici il ParteciParty è diventato un’istituzione nel panorama estivo genovese".

Senti John ma perché, dopo quasi 10 anni, il Parteciparty è ancora gratis?
"Perché siamo pazzi, probabilmente... O almeno, questo è quello che ci dicono amici e parenti quando gli raccontiamo delle spese e della fatica che si cela dietro l’organizzazione di un evento da 5000 persone.
Il Parteciparty è sempre stato a ingresso gratuito, ci piace l’idea di un evento aperto a tutti. Ogni anno cerchiamo di coinvolgere più volontari possibili nell'organizzazione per far si che la festa sia il più partecipata possibile.
Per questo ci piace ripetere 'la festa la porti tu', e quindi in quest’ottica non avrebbe senso farti pagare per una cosa che è anche tua!
Dall'anno scorso chiediamo una piccola offerta all'entrata, altrimenti rischiamo di non coprire i costi, rimetterci noi organizzatori e far morire il ParteciParty. E finché sarà sostenibile economicamente, continueremo a tenerlo così".

Nel panorama genovese ci sono tante altre realtà, il Parteciparty in cosa si contraddistingue da queste?
"Siamo convinti che sia un insieme di cose a distinguere il Parteciparty. Il fatto che in una sera puoi ascoltare più generi musicali come ad un festival, ma senza l’onere del biglietto. Il fatto che ritrovi i compagni delle elementari, delle medie, e dell’università e puoi farti una bevuta con tutti loro. Il senso di libertà che dà il Monte. L’incredibile entrata scenografica. La grigliata pre festa della Manin Marassi. I palloni giganti che ormai sono essenziali".


Alla luce del recente esito elettorale, temete che la nuova amministrazione possa ostacolarvi?
"Questo non credo, soprattutto perché nel Comune di Sori, dove sta il Monte Cornua, non cambia amministrazione. Con loro abbiamo ottimi rapporti e ogni anno otteniamo il patrocinio della festa.
In compenso a Genova speriamo possa muoversi qualcosa, come tanto è stato detto nelle campagne elettorali: gli anni scorsi abbiamo provato più volte a organizzare eventi in location cittadine come i forti, aspettando tempi lunghissimi e senza mai ottenere i permessi necessari. Chissà che ora non cambi qualcosa…".

Quali sono i vostri progetti futuri?
"Il Partecifestival, ovviamente".

Martedì 4 luglio 2017 alle 11:45:18
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