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Ultimo aggiornamento ore 12.05 del 23 Giugno 2017

Che gaffe la Paita! Sbaglia destinatario: «Poletti, viste le imminenti elezioni...»

Che gaffe la Paita! Sbaglia destinatario: «Poletti, viste le imminenti elezioni...»

Genova - Una nuova polemica social, a pochi giorni dal voto. Nemmeno una settimana fa un commento su Facebook del governatore della Regione Liguria Giovanni Toti aveva scatenato le critiche dell’opposizione. Oggi, invece, è il Pd a cadere nel tranello dei social network.

Protagonista di scena Raffaella Paita, capogruppo regionale del Pd. "Ciao Ministro, sono Raffaella Paita. Ci sono i lavoratori di Ericsson in Consiglio Comunale. Vorrebbero un incontro con te sul tema dell’integrazione. Anche in vista delle prossime elezioni sarebbe importante concederglielo. Posso dire che li vedrai?"

Questo il testo del messaggio inviato su WhatsApp a Poletti. Peccato che, anziché al Ministro Giuliano Poletti, la Paita l’abbia inviato Giampaolo Poletti (amico fraterno dell’assessore regionale alle infrastrutture Giampedrone).

Conversazione che lo stesso Giacomo Giampedrone ha condiviso sui social, con la seguente didascalia.

Bisogna stare attenti a chi si inviano i messaggi, cara Paita! Passi che la consigliera abbia scambiato il mio amico fraterno Giampaolo Poletti per il Ministro Giuliano Poletti e che da oggi in poi "il doc" per me sarà sempre il "Signor Ministro" ma vi rendete conto del livello di bassezza del PD in Liguria???". Anche in vista delle elezioni sarebbe importante concederlo". Ahi ahi cara Paita i lavoratori vanno tutelati sempre non "anche in vista delle elezioni"! E quanto alla fretta di riunire al più presto un tavolo, non è esattamente la stessa premura che hai auspicato dal tuo Ministro. Un po' scorretto non trovate? Anche per questo, e per molto altro, l'undici giugno bisogna mandarli a casa.

A seguire il commento del Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: «La doppia morale...a sinistra... non morirà mai»

Il MoVimento 5 Stelle ha pubblicato un comunicato sulla vicenda.

"Uno scambio di battute da pelle d'oca che dimostra come le dita, spesso, siano più veloci del cervello e tradiscano la vera natura di chi scrive".

Chi lo ha detto? Raffaella Paita, pochi giorni fa, stigmatizzando - giustamente - la vergognosa xenofobia social di Toti. La stessa Paita che oggi, con l'epic fail dell'sms al Poletti sbagliato, rivela la concezione cinica, calcolatrice e opportunistica che ha della politica e del ruolo delle istituzioni.
Utilizzare i lavoratori di Ericsson in crisi occupazionale per un tornaconto politico-elettorale rivela la vera natura di un Partito Democratico che ha ormai perso ogni rapporto con la realtà, con i problemi veri dei cittadini e dei lavoratori, trattati come bieco strumento di propaganda. Ecco quanto valgono i lavoratori per il Partito Democratico.

È questa l'idea di cambiamento che hanno in mente per i prossimi cinque anni a Genova?


La stessa Paita ha così commentato l'accaduto.

Questa mattina un sindacalista mi ha chiamata per chiedermi di anticipare la discussione su Ericsson nella riunione dei capigruppo. E così mi sono subito attivata con il presidente Bruzzone, insieme al collega Muzio. Poi si è tenuto l'incontro nel corso del quale, in un clima teso, i lavoratori hanno chiesto di stimolare il governo a concedere un faccia a faccia per la cassa integrazione. Ho inviato un messaggio per chiedere l'incontro. Questa è la vicenda. Secondo il centrodestra dovrei vergognarmi perché ho scritto un sms al ministro Poletti per chiedergli di intervenire sulla vertenza Ericsson. Ma d'altra porte cosa dobbiamo aspettarci da gente che non ha mai difeso in vita sua i lavoratori? Non ho mica parlato di “bestie straniere” o messo “mi piace” a chi chiedeva di mettere gli stranieri o i gay nei forni, come hanno fatto illustri esponenti della destra ligure. E se ho parlato di elezioni imminenti, nel mio sms, è solo perché non volevo – come infatti poi è accaduto – che il centrodestra strumentalizzasse la vicenda Ericsson per fini elettorali. Il mio unico errore è stato quello di spedire il messaggio al Poletti “sbagliato” (un omonimo del Ministro). Quando mi sono accorta dello sbaglio ho inviato l'sms al Ministro del Lavoro. Credo sia mio dovere, come esponente dell'opposizione, fare di tutto per difendere l'occupazione sul mio territorio. Se per il centrodestra questo è sbagliato, allora sono loro che dovrebbero chiedere scusa. Naturalmente pubblicare sms privati (anche quelli in favore dei lavoratori) come il mio è una violazione della privacy e dimostra che la mia sensazione di “strumentalizzazione politica” era del tutto fondata.

Martedì 6 giugno 2017 alle 16:00:00
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