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Ultimo aggiornamento ore 21.30 del 5 Dicembre 2016

Giornata mondiale dell'Infanzia, Lalla: "Politica più attenta ai diritti dei bambini"

Giornata mondiale dell´Infanzia, Lalla: `Politica più attenta ai diritti dei bambini`
Genova - In occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, celebrata il 20 novembre scorso, l’ufficio del Difensore civico, a cui dal febbraio 2013 sono affidate le funzioni del Garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ha presentato il bilancio dell’attività svolta fino alla fine del 2015 e anticipa alcuni dati relativi ai primi mesi del 2016.

Adolescenza - "Questa giornata, che ricorda la firma della Convenzione di New York in cui sono stati sanciti i diritti dell’Infanzia, è molto importante perché è l’occasione che impegna ogni singolo uomo e tutte le istituzioni – spiega Francesco Lalla, Difensore civico e Garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – a tenere alta l’attenzione su questi temi. Purtroppo la politica e le istituzioni non sempre sanno davvero esercitare la necessaria attenzione su questi diritti".

Adulti - "Il Garante si rivolge anche ai genitori che, in quanto portavoce dei propri figli, «devono sentire propri questi diritti e praticarli anche concretamente, per esempio trascorrendo più tempo con il bambino. Il terzo interlocutore – aggiunge Lalla – sono gli insegnanti: nelle settimane scorse il garante ha già richiamato le istituzioni scolastiche alla necessità di tutelare il diritto al riposo dei bambini, evitando il ricorso ai compiti pomeridiani, e il diritto alla salute, limitando l’utilizzo in classe di libri di testo che rendono spesso troppo pesante lo zaino. Credo comunque che un ruolo fondamentale spetti alla politica, che deve diventare un soggetto più responsabile nei confronti del minore. Troppo spesso, per esempio, le leggi che riguardano il mondo dell’infanzia sono incomprensibili per loro; la politica, dunque, deve stabilire un nuovo canale di comunicazione più chiaro e lineare con i destinatari del proprio agire legislativo. La creazione di un linguaggio comune – conclude - sarebbe il primo passo verso una maggiore attenzione e, soprattutto, una maggiore sensibilità nei confronti di tutto il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza".

Bilancio 2013-2015 - In quasi tre anni di attività sono giunte 656 segnalazioni di cui 310 non risultavano pertinenti alle competenze dell’ufficio, 230 sono state oggetto di un approfondimento, da cui è emerso che non esistevano i presupposti per un intervento. I casi presi effettivamente in carico dal Garante sono stati 116. Solamente nel 2015 sono giunte 106 segnalazioni di cui 37 sono state prese in carico e hanno coinvolto la Direzione scolastica regionale e le direzioni provinciali di Genova e Savona, istituti scolastici, tribunali, sevizi sociali, cooperative sociali, comunità di accoglienza e terapeutiche. L’autore della segnalazione nella maggior parte dei casi è la madre (17), quindi il padre (11), gruppi di persone o comitati (5), parenti (2) o il garante nazionale (2). Le criticità segnalate riguardano i rapporti fra le famiglia e le istituzioni (30), soprattutto i servizi sociali e il tribunale dei minori; le problematiche segnalate sono in buona parte di natura socio assistenziale (29); nella maggioranza dei casi i genitori hanno la potestà genitoriale (34), così come l’affidamento è più spesso condiviso (15). In 20 casi il Garante ha avviato una mediazione fra le parti, in altri dieci ha effettuato una raccomandazione alle amministrazioni competenti mentre in altri due è stata sufficiente una consulenza all’autore della segnalazione. Sei situazioni sono già state risolte mentre in altre 13 la procedura è ancora aperta".

Relazioni - "Nel 2016 – anticipa Dario Arkel, dell’Ufficio del Garante, che ha curato le relazioni inviate al Ministero a Roma e al Consiglio regionale dal 2013 – a seguito di 111 segnalazioni, i casi presi in carico sono finora 36 e le problematiche non si discostano in modo importante da quelle riscontrate nel 2015, eccettuato l’aumento sensibile delle difficoltà che incontrano i bambini presso gli Istituti scolastici e le scuole materne, anche in termini di accesso. Permangono inoltre questioni legate all’affido dei minori a Servizi Sociali e a famiglie terze: anche per questa ragione nel novembre di quest’anno è stata stipulata una Convenzione con l’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali. Vale considerare che nell’anno in corso ci siamo occupati, ci occupiamo e ci occuperemo, tra le diverse emergenze, dei bambini e degli adolescenti migranti sistemati a Ventimiglia attraverso lo scambio di informazioni con il Questore e altre istituzioni nonché con cooperative sociali e associazioni coinvolte".
Mercoledì 30 novembre 2016 alle 14:00:19
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