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Ultimo aggiornamento ore 21.30 del 7 Dicembre 2016

Referendum, l'annuncio di Marco Doria: "Voto No"

Il sindaco di Genova ha voluto dire la sua tramite la propria pagina Facebook

Referendum, l´annuncio di Marco Doria: `Voto No`
Genova - Il sindaco di Genova Marco Doria domenica voterà No domenica al Referendum Costituzionale. Tramite un post su Facebook il primo cittadino ha voluto dire la sua sul quesito referendario.

Posizione - “Non mi sono pronunciato pubblicamente sino ad oggi sul referendum costituzionale per alcune ragioni. La prima si lega al mio essere sindaco di Genova, legittimato dal voto popolare del 2012 che mi ha fatto assumere un ruolo istituzionale rilevante per amministrare la città. Un voto espresso da tanti cittadini e gruppi sulla base di un programma – ha aggiunto il primo cittadino - Mi è stata attribuita una responsabilità precisa in forza di un patto stipulato in cui ovviamente non era e non poteva essere prevista qualsivoglia posizione da tenere in occasioni di un referendum allora non immaginabile. Tanti cittadini, amici, sostenitori che mi hanno votato si sono espressi o si esprimeranno in modo diverso il 4 dicembre, così come sono diverse le posizioni dei consiglieri comunali che sostengono la mia maggioranza. Rispetto profondamente le loro valutazioni e non posso rappresentare sul tema referendum altra posizione che non sia la mia, di cittadino partecipe alle vicende del paese. Cittadino partecipe e, purtroppo, negativamente colpito dalle tante strumentalizzazioni, falsificazioni o banalizzazioni che hanno caratterizzato questa campagna referendaria”.

Governo - “Non intendo questo referendum come un referendum sul governo. Da sindaco ho interloquito in più di una occasione col governo Renzi – ha proseguito - ne ho misurato le scelte in relazione alla vita del comune (dei comuni) e alle grandi questioni della città. Ho apprezzato l’impegno deciso del governo nell’affrontare il disastro del dissesto idrogeologico, la predisposizione di piani che rendono l’amministrazione locale protagonista nella progettazione di interventi e nella allocazione di risorse pubbliche (penso al bando periferie e al recente patto per Genova). Ho condiviso e condivido l’impegno ad accogliere i profughi che giungono in Italia, in coerenza con inderogabili principi di solidarietà e senza lasciare spazio a razzismo e xenofobia. Il mio giudizio su tutto ciò non può che essere positivo”.

Costituzione - “Mi esprimo dunque sul quesito referendario, sulla proposta di modificare la Costituzione. Sono obbligato, come tutti, a dire un sì o un no a un insieme di cambiamenti che sono da me singolarmente giudicati in modo differenziato. Sono ad esempio favorevole all’abolizione del Cnel, come pure a una diversa ripartizione delle competenze tra stato e regioni. Non condivido però la modifica proposta del Parlamento, con questa trasformazione del Senato, in presenza di una legge elettorale di cui si annuncia il cambiamento ma che è al momento la legge che funzionerebbe. E nel complesso ritengo che la proposta non cambi in meglio la nostra Costituzione. Per questo intendo votare no al referendum del 4 dicembre. Voglio poi esprimere ancora una volta con chiarezza il punto di vista di una persona di sinistra convinta che dopo il 4 dicembre, quale che sia l’esito del voto, grande debba essere l’impegno di tutti per ricucire quello che la campagna referendaria ha lacerato. Tanti cittadini genovesi e italiani che voteranno sì o no condividono valori e visioni della società in cui mi riconosco, che sento miei. Per affrontare le questioni del nostro tempo bisogna costruire intese che ci consentano di guardare oltre il momento del 4 dicembre, di affermare una linea che faccia crescere il paese, riduca le diseguaglianze, tuteli l’ambiente. Senza demagogia, consapevoli della difficoltà di gestire bilanci pubblici gravati da un debito pesante che non dobbiamo appesantire ulteriormente, contrastando con fermezza le violente spinte populistiche. Non è un impegno agevole ma è assolutamente obbligato e deve vedere uniti tanti che il 4 dicembre non si esprimeranno nello stesso modo”, ha concluso Doria.

Giovedì 1 dicembre 2016 alle 20:00:18
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