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Ultimo aggiornamento ore 16.20 del 16 Gennaio 2018

Cosa resta di Genoa-Milan sedici anni dopo la morte di "Spagna"

Cosa resta di Genoa-Milan sedici anni dopo la morte di `Spagna`

Genova - Dopo il significativo gesto dei Boys del Parma che sette giorni fa avevano onorato l’anniversario di Vincenzo Spagnolo deponendo un mazzo di fiori sotto il monumento che lo ricorda e consegnando una sciarpa al padre Cosimo, in settimana qualcuno aveva addirittura ipotizzato un gesto simile da parte dei rossoneri. A distanza di sedici anni però la giornata di ieri ha dimostrato che nonostante l’ottimo lavoro svolto dalle due società in questi mesi, la frattura fra le due tifoserie è ancora nettissima e destinata a rimanere tale ancora a lungo. Chi si aspettava un gesto simbolico, anche solo un coro o uno striscione da parte rossonera, si è dovuto ricredere dopo il ritrovamento davanti al settore ospiti di oggetti non proprio indicati nemmeno per una minima riconciliazione. Quella che hanno dimostrato di non volere anche i centocinquanta rossoblu che hanno atteso fino a pochi minuti dal fischio d’inizio della partita l’arrivo degli avversari, proprio davanti al monumento che ricorda “Spagna”. Un presidio simbolico, a dimostrare la propria presenza e la fermezza nel non dimenticare quanto accaduto, dopo il corteo che da Piazza Alimonda è arrivato fino al Ferraris culminando poco dopo con la carica che ha costretto le forze dell’ordine ad intervenire per prevenire pericolosi contatti, grazie anche alla collaborazione dei capi di una tifoseria che ha ricordato l’amico scomparso sedici anni fa senza trascendere in violenze dannose per tutti. I “vecchi” schierati nella prima fila del corteo, hanno rivissuto nella mente i momenti di quel 29 gennaio, intervenendo dove possibile per ridurre al minimo gli eccessi. Un impegno tutto sommato riuscito grazie anche al lavoro della Digos e degli agenti che sono intervenuti solo per calmare gli animi e senza esasperarli anche nell’unico momento di tensione.
Sugli spalti tutto è andato invece come previsto, con i rispettivi cori di odio e disprezzo da una parte e dall’altra e con l’esibizione di un vecchio “trofeo” nella sponda rossoblu, che nel corso dell’intenso pomeriggio ha ricordato anche un altro ragazzo scomparso prematuramente nel 2002.
La conferma di una giornata tutto sommato positiva, il cui bilancio finale parla di zero feriti e cinque denunciati per possesso di fumogeni, si è avuta nel dopo partita, quando ben oltre il fischio finale il deflusso dei milanisti verso autostrada e stazione di Principe è avvenuto senza alcun tipo di problema. Un epilogo comunque incoraggiante dopo sedici anni di tensioni che il tempo non ha smorzato, ma che il ricordo di un ragazzo e l’impegno di una famiglia hanno aiutato a contenere.

Lunedì 7 febbraio 2011 alle 21:47:14
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