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Ultimo aggiornamento ore 16.20 del 16 Gennaio 2018

La recensione: "Hell's Angels" di Thompson Hunter S.

La recensione: `Hell´s Angels` di Thompson Hunter S.

Genova - «Quando entri in un posto dove la gente ti vede, vuoi mostrarti il più ripugnante e repellente possibile», dice un Angel. «Siamo degli emarginati totali, degli outsider contro la società. Ed è proprio così che vogliamo essere. Ci fanno ridere “le cose buone”. Noi siamo bastardi col mondo e loro sono bastardi con noi.»
Nel 1966, durante la grande ondata di panico che i famigerati Hell's Angels scatenarono in California, il giornalista controcorrente Hunter Thompson comprò una moto e viaggiò per qualche tempo con i membri dell'organizzazione dei "motociclisti fuorilegge". Il risultato fu questo diario, che ne descrive lo spirito, le pazzie e la voglia d'avventura: il mito delle Harley Davidson modificate e le leggendarie cavalcate sulla Route 66; i "colori" e i riti d'iniziazione del gruppo; le violenze vere o presunte e lo scontro con il potere; le reazioni isteriche della stampa; l'incontro con Allen Ginsberg e la scena psichedelica e pacifista.
Nel 1965 il procuratore generale della California distribuì all’America un dossier sul club motociclistico degli Hell's Angels, tribù di teste calde incontrollabili che cavalcavano bolidi su due ruote e scorrazzavano impuniti per la nazione. Il funzionario di polizia cercava di porre rimedio alla dilagante ondata di crimini commessi da questo gruppo che si stava connotando come un gruppo imprendibile, in poche parole un élite fuorilegge senza controllo. I numeri registrati a quell’epoca sulle loro scorribande sono impressionanti: gli Hell's Angels avevano collezionato in pochi anni, dal 1964 in poi, 874 arresti, due carcerazioni per ogni membro del club. Le cifre avrebbero potuto senza dubbio essere molto più grandi se gli stessi componenti del gruppo non fossero passati ad intimidire i vari denuncianti. Leggendo il dossier con i reati registrati a loro carico, sembra di trovarsi di fronte ad una vera e propria organizzazione malavitosa: dalla rapina al tentativo di omicidio, passando per razzie, stupri e ogni sorta di reato attribuibile alla violazione del comune senso del pudore. Gli Hell's Angels erano lo specchio di una società malata, una minaccia per ogni buon borghese americano. In tutto questo, solo l’irriverente inventore del “gonzo journalism” Hunter Thompson, poteva diventare la penna di questi scapestrati su Harley Davidson. Questo libro è il risultato dell’analisi profonda e incredibilmente coinvolgente che solo un giornalista d’azione, e con la giusta dose di pazzia, poteva creare.
Per quasi un anno Thompson divenne l’ombra degli Hell’s: bevve con loro, registrò ogni sorta di violenza da loro compiuta, assistette inerme ai loro abusi fino a scivolare quasi nel baratro della conversione alla loro mistica motociclista. Furono gli stessi componenti del gruppo che pensarono bene di sbarazzarsi del “gonzo” picchiandolo a sangue a abbandonandolo inerme su uno dei tanti terreni delle loro battaglie: la strada. La cosa realmente incredibile, cosa che gli Hell’s Angels non capirono, è che avevano trovato in questo giornalista dell’anticonformismo un avvocato senza pari: Thompson in questo suo reportage-viaggio era stato in grado di far riflettere l’America, esaltando i lati più visibili ma volutamente tenuti nascosti dalle istituzioni americane di questi irrimediabili delinquenti su due ruote. Mise l’accento sulla carica prettamente rivoluzionaria e fortemente libidica di questo “squadrone della morte”; il numero dei partecipanti fu incredibilmente ridotto da Thompson che, dai presunti quattrocento membri, affermò che si parlava di poco più di un centinaio di “adepti”. Il futuro autore di “Paura e disgusto a Las Vegas” riuscì inoltre a documentare come molti dei reati che vennero attribuiti agli Hell’s Angels non fossero altro che un’interpretazione di comodo per sviare dai reali autori che erano i poliziotti, anch’essi, in quegli anni, mine vaganti su due ruote.
Thompson ha dipinto uno dei quadri più realistici e irriverenti degli anni sessanta: splendidi perdenti, folkloristici autoctoni in via d’estinzione che, nonostante l’enorme stupidità, erano riusciti a creare una tacita etica di gruppo. Attraverso il suo solito stile di scrittura animalistico, uno zoologo alle prese con esemplari tra i più rari e particolari del parco animale, riesce a descrivere con eccezionale coinvolgimento e con la giusta dose di cinismo un dipinto perfetto, un’immagine innaturale ma estremamente chiara di quelli, che per un mese, sono stati la sua famiglia.
Aprendo “Hell’s Angels” ci si aspetta di trovarsi di fronte ad un reportage giornalistico, ad un ritratto sociologico contemporaneo ma scorrendo le pagine ci si rende conto di avere tra le mani un romanzo delirante, a tratti “psichedelico”, come solo il vecchio poeta dell’ “acid journalism” poteva regalarci.

L’AUTORE:
Hunter Stockton Thompson nasce a Louisville il 18 Luglio 1937 è stato un giornalista e scrittore statunitense, troverà la morte il 20 Febbraio 2005 a Woody Creek. Famoso per aver creato il cosiddetto gonzo journalism, uno stile di scrittura che combina il giornalismo convenzionale, le impressioni personali e gli artifici narrativi del racconto per produrre un personale punto di vista sugli avvenimenti e le situazioni. Agli inizi Thompson è stato giornalista sportivo per diverse riviste. Ha lavorato per Rolling Stone dalla fine degli anni Sessanta e per tutti i Settanta e ha pubblicato diversi libri e numerosi articoli. Lo stile dei reportage di Thompson mescola i fatti alle sue esperienze stupefacenti, ne è un esempio Paura e disgusto a Las Vegas: pubblicato nel 1971, è un resoconto del viaggio che Thompson fece (insieme al suo avvocato Oscar Zeta Acosta) per seguire dapprima la Mint 400, una corsa motociclistica nel deserto, e successivamente i lavori della conferenza antidroga dell'Associazione nazionale dei procuratori distrettuali. In realtà, Thompson e Acosta si mettono alla ricerca del Sogno Americano a Las Vegas, con l'aiuto di notevoli quantità di LSD, etere, adrenocromo, mescalina e numerose altre droghe. Thompson è morto con un colpo d'arma da fuoco nella sua abitazione presso Aspen, nel Colorado, il 20 febbraio 2005. Ufficialmente si tratta di suicidio; tuttavia Paul William Roberts, giornalista e amico dello scrittore, sostiene che sia stato ucciso. Roberts afferma infatti che Thompson gli aveva confidato, pochi giorni prima della morte, di stare lavorando a un'inchiesta sugli attentati dell'11 settembre 2001, che confermava la teoria secondo cui il governo americano sarebbe stato al corrente da tempo dei piani degli attentati ma avrebbe deciso di far sì che avvenissero per acquisire maggior potere. Thompson inoltre è morto mentre era al telefono con la moglie, e la dinamica non sembra confermare l'ipotesi del suicidio.
E’ autore inoltre di: “Paura e Disgusto a Las Vegas, una selvaggia cavalcata nel cuore del sogno americano” (Bompiani, 1996), “Meglio del sesso, i mille modi per eleggere un presidente USA” (Bompiani, 1999), “Cronache del rum” (Baldini Castoldi Dalai, 2007). “Screwjack” (Baldini Castoldi Dalai, 2008).

TITOLO: “HELL’S ANGELS” AUTORE: HUTER THOMPSON S.
EDITORE: BALDINI CASTOLDI DALAI
PREZZO: 17,50 €

Domenica 28 giugno 2009 alle 10:30:11
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