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Ultimo aggiornamento ore 10.15 del 23 Novembre 2017

Ferrero senza freni: «Vinco con la Samp e poi la regalo. La Roma? Il mio sogno»

Ferrero senza freni: «Vinco con la Samp e poi la regalo. La Roma? Il mio sogno»

Genova - Il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero torna a parlare. Tanti gli argomenti trattati nella lunga intervista concessa a Gazzetta.it: da Montella a Eto’o, passando per il caso Sneijder e il nuovo stadio.

Milan - «Caro Vincenzo, ti voglio bene, ma ti batto 2-1. Lo so, i pronostici portano un po’ sfiga, ma a me non piace la cautela». Un passo indietro, alla lunga trattativa per portare l’allenatore campano al Mugnaini: «Per prenderlo, passai una settimana cercando di convincere i Della Valle a togliere quella famosa clausola. Fu per me la realizzazione di un sogno portarlo a Genova perché in quel momento non stavamo passando un bel periodo ed ero all'inizio della mia carriera nel calcio. Cosa non funzionò? In questi casi si dice che la colpa sia un po' di tutti, ma me le assumo le colpe e non mi nascondo».

Obiettivo - «Il nostro obiettivo è arrivare primi tra le 14 che inseguono le 6 big. Una volta la Samp era un discount, un serbatoio di talenti. Oggi abbiamo profili già grandi».

Giampaolo - «Se ci lasciasse? Non credo sia ancora pronto per una big. In ogni caso, non ci perderei io, ma lui. Un altro annetto con me dovrebbe farselo. Giampaolo è un creatore del calcio, perfetto per un club dove bisogna inventare. E in una squadra fatta e finita piena di campioni cosa potrebbe fare? Poco, credo non si divertirebbe. Gli allenatori che vanno via rimpiangono Ferrero».

Quattro allenatori in tre anni - «Mihajlovic? Lo amo, è eccezionale. È simile a me, “pane al pane, vino al vino”. Andò al Milan perché la Sampdoria gli andava un po’ stretta. Lui e Montella sono un po' come il diavolo e l'acqua santa. Zenga? Grandissima persona e ottimo allenatore. Oggi non lo manderei via. Mi lasciai condizionare dall'ambiente, ero inesperto come presidente».

Il dopo-Giampaolo - «Potrei dire Bielsa, il Loco. È pazzo come me. In passato ho anche cercato di portarlo a Genova, senza riuscirci. Un altro che mi piace è Ventura, lui sarebbe un altro dei miei allenatori. Chissà, se un giorno lasciasse la Nazionale».

I primi tre anni di gestione Ferrero - «L'aspetto tecnico lo lascio ai numeri, sul resto basta osservare tutto quello che è stato fatto come infrastrutture: prima c'erano gli spogliatoi rotti con docce non funzionanti, oggi stiamo costruendo un centro sportivo che diventerà uno dei più belli in Europa».

Eto’o - «Oggi non lo riprenderei. Devo essere onesto, non lo conoscevo nemmeno. La prima volta lo scambiai per un cameriere. Fu un colpo soprattutto mediatico, ma ci aspettavamo di certo qualcosa in più dal punto di vista tecnico».

Cassano - «Persona fantastica con un grandissimo talento, ma è prigioniero di se stesso. Il suo problema è uno solo: è cresciuto mandando a quel paese tutti quanti. E alla fine si creano delle etichette, a volte esagerate. Gli ho anche proposto di rimanere vicino a me, perché sa tutto di calcio. Ma lui è un sanguigno, non potrei dirgli nulla perché si offenderebbe subito».


Il caso Sneijder - «Il mancato arrivo di Wesley compromise poi l'acquisto di Ilicic. Appena ha saputo del nostro interesse per l’olandese si è particolarmente arrabbiato e ha deciso di andare a Bergamo».

Il mercato soddisfacente - «Tanti presidenti investono molto perché si innamorano dei calciatori, è successo anche a me con Muriel. Non volevo venderlo, ma alcuni devono cambiare aria per spiccare il volo. Luis è andato via perché ho anteposto la sua felicità alla mia. Schick? Non voleva rimanere, altrimenti lo avrei tenuto un altro anno. Il problema di questi giocatori sono i procuratori, che li trattano come fossero opere d'arte, ma hanno solo 20 anni. Patrik lo volevano tutti: Monaco, Psg, Juventus, Roma. Ma devo essere onesto: senza il blocco del governo cinese oggi Schick sarebbe all'Inter con Skriniar».

Lo stadio - «Insieme al Genoa abbiamo chiesto un prolungamento della concessione dello stadio per avviare un progetto di restyling. Si sta ventilando la possibilità di cessione dell'impianto: se ci fosse un bando vorremmo vincerlo».

Il sogno - «Vorrei vincere qualcosa con la Samp. Poi, con un bel trofeo in bacheca, potrei anche regalarla. Al di fuori del blucerchiato cosa vorrei? Sono romano e romanista, sogno di comprare la Roma. Io farei l'ottavo Re e Totti l'Imperatore».

Venerdì 22 settembre 2017 alle 18:11:39
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