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Ultimo aggiornamento ore 08.00 del 25 Settembre 2017

Genoa, ridotta a 6 mesi la squalifica di Izzo. Il manager: «Ecco come sono andati i fatti»

Genoa, ridotta a 6 mesi la squalifica di Izzo. Il manager: «Ecco come sono andati i fatti»

Genova - Il ricorso di Armando Izzo, giocatore del Genoa accusato di due omesse denunce su presunte "combine" con riferimento a match dell’Avellino (per cui era allora tesserato) risalenti alla primavera del 2014, è stato in parte accolto dalla Corte di appello federale: il calciatore è stato squalificato per 6 mesi e condannato o pagare un'ammenda di 30mila euro.

Paolo Palermo, manager del difensore rossoblù, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC. «Io e il calciatore non siamo soddisfatti, perché Armando non ha mai commesso nessun reato e lo ribadisco ad altra voce. Un personaggio vicino ad un pentito lo ha indicato, ma la gente deve sapere che il ragazzo è stato chiamato al telefono dal suo gioielliere per prendere un aperitivo: tutto qua. Le celle telefoniche degli imputati hanno agganciato il segnale alle 20 di quella sera, ma Izzo è arrivato all'incontro alle 22:30, si è trattenuto 20 minuti, è rimasto stupito dalla presenza del suo capitano, al quale - come potete leggere nelle intercettazioni - ha detto 'che ci fai qui?', ed è andato via. La gente deve sapere che la verità è questa. Izzo non sapeva nulla, ma, anche se avesse saputo, che avrebbe dovuto fare, denunciare pubblicamente un criminale che ogni giorno uccide delle persone? Izzo è un giovane, un venticinquenne che sta nel giro della Nazionale e piace a Ventura. Non ci fermiamo qui, chi è interessato ad Armando può stare tranquillo perché noi andremo avanti chiedendo ulteriori sconti di pena. E' finito il primo incubo, dopo il secondo grado è terminata la situazione d'ipnosi che gli impediva di vivere. La gente deve sapere che Izzo è un ragazzo pulito. E che aveva 21 all'epoca dei fatti. In quel periodo, già sapeva che doveva passare in serie a col Genoa, il suo sogno: paradossale che, con tutti gli accordi già presi, potesse fare una cavolata come quella d cui viene ingiustamente accusato. Lo vuole la Roma? Monchi lo ha sempre ammirato ai tempi del Siviglia. Per adesso, però, non c'è niente. Il mercato lo conosco: tutte le grandi squadre, italiane e straniere, hanno bisogno di difensori come Izzo, ambidestro, veloce, cattivo in area e moderno come pochi. Come richiesta e ruolo, un giocatore con le sue caratteristiche può essere paragonato ad un attaccante. Per Maksimovic sono stati sesi 25 milioni, mentre Izzo non costerebbe nemmeno 20».

Venerdì 19 maggio 2017 alle 16:30:00
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