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Ultimo aggiornamento ore 23.17 del 22 Novembre 2017

Giampaolo sul rinnovo: «Il lavoro paga, oggi ne traggo i frutti. Con la Fiorentina non c'è stato nulla...»

E Ferrero: «Si è fatto corteggiare un po', ma poi è cascato»

Giampaolo sul rinnovo: «Il lavoro paga, oggi ne traggo i frutti. Con la Fiorentina non c´è stato nulla...»

Genova - Chiuso il capitolo rinnovo, il tecnico Marco Giampaolo ha voluto esternare la propria soddisfazione sull’accordo raggiunto: «Sono molto felice, perché è stata un'iniziativa del presidente, io il contratto lo avevo. È un apprezzamento al lavoro, io ne raccolgo il frutto ma lo condivido con tutti gli altri, con i miei ragazzi e chi lavora con noi».

Sulle avances della Fiorentina. «Non c'è stato niente. Quando hai un contratto devi avere la testa nel posto nel quale lavori, poi chiacchiere di mercato ce ne sono tante. Abbiamo messo un primo mattone quest'anno, ora speriamo di continuare. Questo rinnovo mi responsabilizza oltremodo e poi la fiducia va sempre ripagata col lavoro, con l'impegno e con la dedizione».

Sulle richieste al presidente. «Trattenere Schick? Come ho già detto ora non dobbiamo parlare di mercato, ma pensare a chiudere bene la stagione, poi quello che accadrà non lo so io e credo non lo sappia nemmeno il presidente".

Parola dunque che passa a Massimo Ferrero, che motiva così la decisione. «L’avevo scelto io e sono contento di averlo fatto, in quel primo incontro parlavo soltanto io, ero io a fare le domande a lui. Più che un confronto c'è stato un monologo, c'è stato subito quel feeling tra persone per bene, ho capito che era una brava persona e preparata: poi di Giampaolo ce n'è uno tutti gli altri sono nessuno. Ho capito che non devo farmi scappare quest'uomo. Si è fatto corteggiare un po', ma poi è cascato. È giusto che lui faccia le sue richieste, siamo tutti in sintonia e vogliamo tutti stupire. Pensiamo tutti i giorni all'anno prossimo, l'obiettivo è capire chi siamo, dove andiamo e cosa vogliamo fare».

Ferrero poi torna sulla recente questione legata alla presidenza. «Penso che non ci stiano con la testa, se sono decaduto che multa mi fanno? Forse vogliono tapparmi la bocca, non farmi andare più in lega. Come chiamarmi ora? Io non sono più presidente, sono "iper presidente". Non ho rinnovato il contratto perché le cose vanno bene, l’avrei rinnovato lo stesso, perché Giampaolo è stata una mia scelta. Quando sono arrivato al primo anno ho trovato Mihajlovic, poi Zenga e l'ho mandato via incautamente per inesperienza. Poi c'è stato Montella, mi sono sempre fatto convincere. Invece Giampaolo è stata una mia scelta, ho invitato a casa mia sia Pioli che Giampaolo. Lui mi ha dato un'emozione che Pioli non mi ha dato. Giampaolo è uno che ha fame come me e vuole crescere».

Venerdì 7 aprile 2017 alle 15:40:10
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