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Ultimo aggiornamento ore 20.35 del 20 Ottobre 2017

Lo dicono i numeri: chi compra il Genoa deve puntare all'Europa

Pronto un clamoroso cambio di proprietà: sta arrivando un nuovo presidente

Lo dicono i numeri: chi compra il Genoa deve puntare all´Europa

Genova - Enrico Preziosi è pronto a vendere il Genoa: dopo mesi di schermaglie, con la tifoseria spaccata tra contestatori e ammiratori, e le voci sempre più insistenti (ogni volta seccamente smentite) di imminente disastro economico, i rossoblu sono pronti a cambiare pagina.

E' un affare? Resta top secret il nome del compratore: la Gazzetta dello Sport, che stamattina ha lanciato la notizia dell'imminenza del passaggio di mano, si limita a parlare di sorpresa, escludendo dal mazzo i nomi già circolati nelle ultime settimane, da Cellino a Calabrò, dai fondi stranieri all'azionariato popolare. La rosea ipotizza, tra le righe, un ruolo di Preziosi anche nella prossima avventura, fattispecie curiosa visto il peso specifico del Joker, decisamente ingombrante per un nuovo proprietario. Ma la domanda che deve porsi colui che sta arrivando è solo una, comprare il Genoa è un affare?

Debiti e crediti - Spulciando i bilanci delle squadre della serie A elaborati da Calcio & Finanza il Genoa non è poi messo tanto male: i ricavi iscritti nei libri contabili (gli ultimi disponibili) pongono la società di Villa Rostan a ridosso delle grandi. Più del Genoa, che ha messo in cassa poco più di cento milioni di Euro, ricavano l'inarrvabile Juventus, assieme a Roma, Inter, Milan, Napoli e Fiorentina (in quest'ordine). Persino la Lazio di Lotito, quest'anno a un passo dalla Champions, incassa meno (93,8 milioni). I dirimpettai della Sampdoria, in questa particolare classifica, sono dietro, inchiodati a 85 milioni.

Tutto oro quel che luccica? In realtà no. Il numero tondo, cento milioni, rischia di fuorviare: i ricavi sono infatti "drogati" dalle plusvalenze, artificio contabile e tecnico in cui Preziosi (come tutti i dirigenti capaci) si è spesso rivelato un mago (salvo casi rari). In questa stessa estate, per esempio, i casi Pellegri e Salcedo sono emblematici: costati vitto, alloggio e qualche maglietta pulita, i due baby potrebbero portare alla voce plusvalenze del Genoa l'astronomica cifra di sessanta milioni (se va malissimo, trenta).
Ma il trading dei giocatori non basta se è vero, ma qui siamo in un argomento viscido e difficile da dimostrare, che Preziosi è gravato da esposizioni pesanti (tra gli altri con il vecchio management di Carige). Insomma, per farla breve, nello stesso bilancio in cui il Genoa ha incassato cento milioni il numero finale è un passivo di dieci.

Futuro - Fuori dai bizantinismi della finanza, resta un dato interessante per il Genoa che verrà: al netto di tutti gli errori possibili i rossoblu sono un boccone ghiotto per chi vuole fare calcio in serie A. L'affetto dei tifosi genera buoni ricavi dalla bigliettazione (anche se non al livello delle squadre più importanti, vista la generosa politica di prezzo), i ricavi commerciali sono discreti (e migliorabili con campionati più stimolanti), i diritti tv sono importanti. Chi comprerà il Genoa, dunque, ha in mano un buon potenziale e non dovrà limitarsi a navigare verso l'obiettivo minimo. Il Genoa non è una società da salvezze risicate, lo dicono i numeri, chi verrà dopo Preziosi dovrà dimostrarlo anche sul campo.

Sabato 1 luglio 2017 alle 12:50:24
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