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Ultimo aggiornamento ore 12.15 del 23 Aprile 2017

Samp e Genoa, quanti dubbi: domenica al via la stagione contro Carpi e Palermo

Samp e Genoa, quanti dubbi: domenica al via la stagione contro Carpi e Palermo

Genova - Sei giorni, sei giorni e basta: poi Genoa e Sampdoria dimostreranno sul campo se tutto quello che si è detto nei loro confronti questa estate è giusto o sbagliato. Se il mercato è stato buono o cattivo. Se la preparazione è stata fatta a puntino oppure no. La Samp, nei giudizi, parte un passo avanti al Genoa e questo non è un bene: mentre Gasperini è giudicabile solo da sgambate estive (e il giudizio è in chiaroscuro), Walter Zenga ha già subito un pesante processo e se l'è cavata, per il momento, solo con la condizionale. La spaventosa eliminazione dall'Europa ha infatti gettato discredito sull'Uomo Ragno, costretto ad assumersi ogni colpa per la disfatta con il Vojvodina. Un'ammissione non necessaria: la tifoseria, compatta, l'aveva già condannato senza appello prima ancora che firmasse, figuriamoci dopo uno 0-4 di quella portata. Adesso per Zenga, che ha dovuto ingoiare il rospo Cassano e si presenta ai nastri di partenza del campionato con la spada di Damocle sulla testa, c'è una sola opportunità: stupire. Dimostrare che la balbettante, noiosa e includente Sampdoria vista tra luglio e agosto è un brutta copia di quella vera, una specie di incubo svanito alle prime luci dell'alba. Battere il Carpi all'esordio non è quindi una speranza ma un'impellente necessità.

Rosa - L'allenatore, al di là dei normali dubbi tecnici e tattici che caratterizzano ogni vigilia, ha seri problemi nel costruire un undici competitivo da opporre ai neopromossi emiliani: con il centrocampo decimato da cessioni e infortuni, con un attacco senza alcuna alternativa (visto che possono giocare solo Muriel ed Eder o in subordine dei ragazzini) e con diverse grane anche in difesa, Zenga non arriva certo col vento in poppa alla prima partita del campionato. Dalla parte opposta la più grande incognita del calcio italiano: a guardare i nomi della formazione titolare, il Carpi sembra uno di quegli scherzi che si fanno il primo di aprile. Nomi strani, stadio con tre gradini e il pc che continua a correggere in automatico Carpi in Capri. Del resto i faraglioni sono ben più famosi della squadretta di Castori. Però a rifletterci un istante anche l'anno scorso il Carpi aveva una rosa che sembrava composta per ridere, e invece ha fatto piangere l'intera serie B, spaccando il campionato in mille pezzi. E' vero che qualcosa è cambiato, soprattutto non c'è più Giuntoli, il direttore sportivo del miracolo passato al Napoli, ma se i biancorossi manterranno anche solo un briciolo di quel pazzesco spirito che li ha animati nell'ultimo anno, pochi sorrideranno affrontando questa squadra. Zenga lo sa e non è tranquillo per niente.

Rossoblu - Il Genoa, per lo meno, non ha subito l'umiliazione di prendere pallonate da piccole squadre straniere e questo, va detto, per colpa sua e dei pasticci amministrativi recenti. Però Gasperini ha potuto lavorare con più calma, mostrando il suo celebre bipolarismo: allegro un giorno, scurissimo il giorno dopo, a seconda di ciò che ha visto fare dai suoi ragazzi sul campo. Vittorie e sconfitte, forse più sconfitte che vittorie ad essere onesti, e la consapevolezza di avere ancora molto lavoro da fare e poco tempo per farlo. Intanto, e siamo al pezzo numero mille sullo stesso argomento, si dovrà capire che fare con Perotti che o resta o rischia di fare la fine della bella di Torriglia. Su di lui in due mesi si è detto di tutto, persino che adesso segue l'Inter su Instagram: lo ammetto, io seguo il profilo della famiglia reale inglese ma non ho mai pensato di diventare Principe di Galles. Forse dovrei. A chi di voi non conoscesse Instagram dico soltanto che è una roba che fa diventare fighi anche se si è brutti da far spavento. E in effetti l'Inter, ultimamente, ha bisogno di Instagram in dosi massicce. Risolto Perotti (tanto prima o poi il mercato finisce), Preziosi dovrà capire se veramente il Genoa è posto così o sarà necessario un po' di Instagram anche per il grifo. Di sicuro in attacco serve un esterno vero e forte, con o senza Perotti. E anche a sinistra, in mediana, serve un pezzo di valore. I nomignoli del mercato italiano, quei giocatori che tengono famiglia e soprattutto un contratto che qualcuno dovrà pur pagare, non piacciono al Genoa. E meno male, diciamo noi, però adesso a Villa Rostan facciano in fretta perché il Palermo arriva domenica. E giocare in casa di Iachini non è mai una passeggiata.

Lunedì 17 agosto 2015 alle 11:45:53
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