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Ultimo aggiornamento ore 10.00 del 17 Ottobre 2017

Tutte le frasi celebri di Franco Scoglio

Tutte le frasi celebri di Franco Scoglio

Genova - E con ieri sono 12. Era il 3 ottobre del 2005 quando lo storico allenatore del Genoa Franco Scoglio morì in una trasmissione televisiva mentre parlava con il presidente Preziosi del “suo” Genoa. Ecco allora alcune delle frasi storiche dell’allenatore che la pagina Facebook “Ultras war of districts” ha riportato per rendere omaggio al mister.

Io non faccio poesia, io verticalizzo!

Sapevo che un mio giocatore la sera andava in discoteca fino a tardi, l’ho seguito e quando è entrato nel locale gli ho lasciato un biglietto nel tergicristalli con scritto:”Stai attento, il tuo allenatore lo sa!”…Non c’è andato mai più.

La vittoria non mi da emozioni particolari ma odio la sconfitta. Quando perdo divento una bestia e a casa litigo con mia moglie.

Che libidine quando perdo. La sconfitta mi esalta come le vittorie: posso riassaporare degli stimoli insostituibili.

Lei, laggiù in fondo, mi deve ascoltare. Altrimenti io sto qui a parlare ad minchiam.(Scoglio in conferenza stampa rivolgendosi ad un giornalista)

In questa squadra ho a disposizione doppioni, triploni, quadripliconi nello stesso ruolo.
Io al Genoa sono il migliore allenatore al mondo.

Il Genoa è una cosa particolare, ha un Dio tutto suo…

Ci sono 21 modi per battere un calcio d’angolo e 12 per battere una punizione.
Abbiamo perso per l’errata applicazione di un meccanismo a “elle” rovesciata.

La Samp è come Dorian Gray, cultore dell’estetismo.

La Coppa Italia??? Vale quanto la coppa del Nonno. La Coppa delle Coppe vale la Mitropa!

Toglietemi di torno ‘sti gialli di minchia…. (il riferimento è ai giornalisti giapponesi ai tempi di Miura).

Sono un diverso perchè non frequento il gregge: il sistema ti porta all’alienazione.

Io non comando i giocatori, io li guido.

Pagherei 2 biglietti per vedere Maradona.

Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.

Il gol preso a Bergamo calcisticamente non esiste.

Se dici giuve dico no, se dici Inter dico si, se dici Bologna dico no, se dici Napoli dico si; a Tunisi vado gratis, a Genoa vengo anche in C.

Il presidente non esiste, la squadra non esiste e la società non esiste, ma nella maniera più assoluta: esiste solo tifoseria e tecnico.

Miura bravo di testa, bravo di destro, bravo col sinistro ma non adatto al
campionato italiano. Ne è sicuro Professore? Nella maniera più assoluta.

Se qui a Genoa non vinco uno scudetto in tre anni torno a Lipari a fare
l’albergatore.

Luiso è un ragazzotto maleducato, affettuosamente parlando.

Bouza è tatticamente come Maldini.

Gabsi è il Di Livio d’Africa.

Badra è secondo solo a Baresi.

Mensah sarà il nuovo Desailly.

Io per lei non sono il signor Scoglio sono il Professor Scoglio.

La corsa è il nostro vaccino, la tattica esasperata la nostra minestra.

Noi siamo il Genoa e chi non ne è convinto posi la borsa e si tolga le scarpe.

Noi non siamo il Roccapepe! Che poi dove cazzo sarà sto Roccapepe, magari è un paese bellissimo…

Io i colori rosso e blu li ho nel sotto pelle, capisce? Non prendo in giro nessuno quando dico che il Genoa è tra le prime 10 squadre d’Europa, come nome.

Mi rilasso con i fumetti di topolino e con i film western: so già che avranno un lieto fine.

Nel nostro piccolo, al Genoa, faremo come la Dinamo Kiev. Quando avremo
recuperato il tornante Rotella, s’intende.

Oggi faccio un’analisi a 300 gradi, 60 gradi li tengo per me.

Codrea è un grande play perchè aggredisce spazio e tempo.

Io non ho bisogno dello yacht, mi basta una barchetta per pescare.

Esonerato dal Torino, ho brancolato per 2 anni nell’oscurità.

Il doping è sempre esistito e i calciatori sono ignoranti, nel senso che
ignorano elementi di chimica e farmacologia.

Quando mantengo la testa sulle spalle posso combinare qualcosa di buono. Ho sbagliato due stagioni non ero lucido e mi sono prostituito.

Stagione 88/89, negli spogliatoi: “Ragazzi questa formazione me l’ha
predetta Dio”.

Gli avversari hanno il sapore dei datteri.

L’uomo discende dall’Africa ed è per questo che sono arrivato qui io ad
allenare.

Intervista al tg2: “So bene che alcuni mi danno dell’istrione, ma lei sa che faccia fa l’istrione??

Io le tabelle non le sbaglio mai, Io sono un uomo da numeri.

Sono un allenatore di strada, un po’ prostituta, che si arrangia.

Mercoledì 4 ottobre 2017 alle 16:00:25
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