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Ultimo aggiornamento ore 11.00 del 21 Gennaio 2018

Festival Musicale del Mediterraneo: il sacro e il profano nelle danze del mondo

Festival Musicale del Mediterraneo: il sacro e il profano nelle danze del mondo

Genova - Fino al 15 settembre si terrà a Genova la ventiduesima edizione di uno dei più importanti eventi musicali del panorama nazionale e internazionale. Quest’anno il Festival Musicale del Mediterraneo organizzato da Echoart, propone un tuffo nell’estasi mistica e nei riti di purificazione e aggregazione popolari, attraverso danze e musiche di ogni continente con contaminazioni moderne. Si tratta di un omaggio, come spiega il direttore Davide Ferrari, alle ricerche etnomusicali e sociologiche di Giorgio di Lecce e Massimiliano Di Massa, che avevano dato un contributo fondamentale all’edizione del ’95, dedicata ai riti. Infatti il tema è Estasi e trance, sacro e profano. Ogni cultura, da oriente a occidente, ha sempre cercato, fin dalle origini, il contatto col divino, il poter trascendere dalla realtà materiale ed entrare in una dimensione superiore, ultra-sensibile. Con modalità diverse, ma sempre eseguite in gruppo, raccogliendosi intorno a una figura carismatica, i popoli si ritrovavano a danzare e ballare nelle proprie comunità, allo scopo di sentirsi parte di un gruppo, di sentirsi più vicini al dio o di guarire da malattie. Quindi è il rituale collettivo col suo valore performativo, anzi, è la coscienza stessa dell’unione durante tale rituale che fa la forza, per usare le parole dell’antropologo Marc Augé. E di cui è un’evoluzione contemporanea la cosiddetta Arte Relazionale, con le improvvisazioni che coinvolgono direttamente il pubblico allo scopo di farlo sentire parte di un tutto.
Dunque il Festival non fa che riproporre proprio questo tipo di rappresentazione, coinvolgendo gli spettatori e rendendoli partecipi dei ritmi delle danze e dei canti, che si svolgeranno tra palazzo Ducale, Palazzo Rosso, Tursi e Castello d’Albertis, anche attraverso workshop e proiezioni di filmati. Si comincia con la nostra cultura, quella greco-romana: le tarante risuoneranno nei vicoli, mentre l’artista greca Martha Mavroidhi eseguirà con lafta e saz brani del repertorio ellenico sui miti femminili, seguita da Arakne Mediterranea, il gruppo salentino che suona e danza la pizzica, il ballo di chi è stato “morso dalla taranta”. Dall’Indonesia arriverà il maestro Tapa Sudana, attore di Peter Brook, per mettere in scena il rito balinese di Ramayana e recitare un passo da un poema persiano del XII secolo, secondo lo stile del Teatro dei Tre Mondi. Sarà poi la volta dei riti afro: il pubblico sarà coinvolto nella ricerca del divino grazie con la mbira, musica che serve per i rituali di trance, eseguita dalla prima donna a cui sia stato concesso un tale privilegio, Stella Chiweshe, dello Zimbawe, a cui seguiranno le ritualità voodoo provenienti dal Benin con il danzatore Akapko, insieme a Koffi Koko e ai percussionisti Medard Scossa e Moussa Sanou. Le terapeutiche e melodiose sonorità delle campane tibetane e dei canti sciamanici dell’Asia siberiana, saranno eseguiti rispettivamente dal tedesco Friedrich Glorian, dal gruppo italiano Ontherground Project, e dal vietnamita Tran Quang Hai. Dopo le coreografie che uniranno danza afro ed europea, grazie a Koffi Koko e alle sonorità italo-cubane di Marco Fossati, concluderanno il Festival i dervisci sufi provenienti dalla Turchia, che con la loro famosa danza rotatoria coinvolgeranno il pubblico nella ricerca dell’equilibrio tra materiale e spirituale.
Il Festival Musicale del Mediterraneo è la dimostrazione non solo della comune origine dei riti di socializzazione, ma soprattutto è la dimostrazione di come cultura significhi evoluzione, apertura verso l’altro e capacità di contatto, pur mantenendo intatte le identità individuali.

Venerdì 6 settembre 2013 alle 21:30:48
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