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I colori del buio | Foto

I colori del buio<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/Emanuele-Luzzati-40_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span>

- “L’uomo è costituito di materia notturna”, affermava il poeta Bousquet; Dostoevskij ne ha scritto un intero romanzo, I sotterranei dell’anima; mentre Jung, riferendosi al buio interiore, diceva: “colui che non sopporta tale spettacolo non creerà mai la luminosa bellezza.” E allora perché non avrebbe dovuto anche Luzzati rappresentare questo duplice aspetto che è dentro di noi? Lele Luzzati, un’istituzione culturale per il Teatro della Tosse e per tutta Genova, è stato uno scenografo di eccezionale sensibilità e cultura, e come tale un artista che sapeva ben rappresentare anche la natura umana. Dunque è di scena The dark side of Luzzati, fino al 13 ottobre, nell’omonimo museo a lui dedicato a di Porta Siberia.
E se nessun genere letterario ha saputa mettere in scena meglio della tragedia greca i lati più oscuri dell’uomo, è normale trovare esposti bozzetti e locandine nati per memorabili opere allestite per la Tosse e per altri teatri italiani, opere che ancora oggi, a distanza di molti anni sono rimaste impresse nella memoria: come I sentieri della notte (dalla Medea di Euripide), Gli Uccelli (Aristofane), Il diario di Luciano (dai Dialoghi di Luciano) e la grottesca locandina per I Satiri; e poi la serie degli Ubu (Jarry), le scenografie per La cantatrice Calva (Ionesco), il Faust (Goethe) e le tante realizzate per gli spettacoli di Paolo Poli, come Il tranello di Medusa- Genoveffa di Bramante. Tutte figure grottesche, teschi, arti deformi, sguardi allucinati, nascono da collage di matita, tempera, cartoncini, popolano l’immaginario, come nel misterioso Igne Migne, di cui non si conosce l’origine.
E che dire poi delle fiabe? Le opere dei fratelli Grimm (che nella versione originale, rispetto a quelle raccontate ai bambini, erano ben più spaventose e spesso senza lieto fine) sono qui rappresentate in modo strabiliante. Mostri e creature orrorifiche di ogni genere popolano le sue opere, spesso realizzate con tecnica mista, coloratissime nella loro oscurità: perché se si guarda bene, anche tra i colori fiammeggianti e vivaci si nasconde lo scuro. E così perfino Pulcinella riesce a fare un certo effetto nei panni dark e inseguito da orrendi carabinieri dall’aspetto mortifero, armati di falce e dalle mani ad artiglio; e poi ci sono le splendide raffigurazioni di Barbablù, Le tre piume, Il pescatore e sua moglie e Occhi di bottone.
Infine, tra i i verdi, i blu, il rosso sangue e il nero che danno vita a quelle creature che sembrano figurine che si animano di vita propria in un mondo fantastico, spicca un video, che nulla ha a che fare col lato oscuro di Luzzati, ma che, anzi, si può affermare sia una vera e propria sinfonia di colori, a testimonianza della sua passione anche per la musica classica: Genova Sinfonia della Città. Un cartone animato realizzato nel 2006 e ispirato alle Città invisibili di Calvino. Un tripudio cromatico, un’esplosione di note musicali e colori che conducono attraverso il viaggio in una Genova mai vista prima. Nonostante la città sia raffigurata in modo realistico, tanto da poter riconoscere strade, vie, monumenti, ascensori e gallerie, si tratta, appunto, di un luogo straordinario, di una vivacità senza pari, tanto concreto e insieme tanto fantasioso, grazie anche al compositore, Stefano Cabrera, che ispirandosi al Capriccio di Paganini, ha accompagnato magicamente queste illustrazioni.
Marco Polo chiese al re dei Tartari Kublai Kan: “Ti è mai capitato di vedere una città come questa?”. Dopo aver visto Genova e il video di Luzzati, nessuno potrebbe rispondere di sì.

Per approfondire il lavoro di Medea Garrone clicca qui

Domenica 1 settembre 2013 alle 15:00:12
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