Notizie cronaca genova Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 22.42 del 21 Gennaio 2018

Il Grande Vuoto di Sanguineti

Il Grande Vuoto di Sanguineti

- Quando muore un poeta la gente si ricorda all’improvviso che i poeti ESISTONO ANCORA. E magari compra qualche libro e si mette a leggere qualche poesia del poeta deceduto di fresco. Alla peggio va ad ascoltare qualche sua vecchia intervista su youtube. Quindi mi sembra proprio positivo sia per il commercio che per la cultura questo fatto che i poeti a un certo punto muoiono e per una buona volta si rendono utili. Bisogna ammettere che ne hanno fatto di strada da quando se la tiravano da immortali perché vantavano amicizie altolocate come per esempio quella un po’chiacchierata con LE MUSE. E allora ci vuole un grosso evviva per i poeti che muoiono. Col rammarico che se soltanto si decidessero a morire un po’ più spesso, questi poeti, quanta gente leggerebbe le loro poesie e quanta comprerebbe i loro libri e quanti si metterebbero a cercar poeti su youtube. Ma non si può avere tutto, e poi non è tutto oro quello che luccica. Ci sono anche degli INCONVENIENTI.

Come per esempio il fatto che quando il poeta che muore è metti caso un poeta importante, succede che anche i politici si sentono in dovere di ricordarsi di lui e fanno a gara a chi è più bravo nell’ingrata arte della commemorazione. Inizia così uno spietato tirassegno in cui le frasi di circostanza crivellano a RAFFICHE DI COLPI il corpo esangue del poeta che magari ha speso una vita a combattere la retorica e i linguaggi omogeneizzati. Ma il risultato è netto. Retorica batte Poesia cinquantasette a uno nell’extratime. Per abbandono del Poeta.
Io non lo so se nelle segreterie di partito circolano dei moduli prestampati con le frasi fatte ad hoc per le morti dei personaggi della cultura. Ma è molto probabile, almeno a leggere le espressioni di PUBBLICO CORDOGLIO che un buon numero di politici ha dedicato alla morte di Sanguineti. È tutto un rimbalzare di scompare una voce libera scompare una voce critica scompare una grande voce scompare una voce alta. A volte a scomparire è una figura centrale una figura autorevole una figura FUORI DAGLI SCHEMI o se vogliamo proprio distinguerci un grande protagonista del panorama culturale o almeno un significativo rappresentante della cultura. Immancabilmente, questa figura o voce o protagonista della cultura che sia, lascia un grande vuoto o un vuoto enorme o un vuoto incolmabile o un vuoto significativo NEL PANORAMA culturale e via dicendo. Ogni tanto insieme al vuoto il poeta lascia anche una grande eredità un’eredità feconda o un’eredità preziosa.

Ma non basta. Lo schema della voce che scompare lasciando un vuoto o un’eredità prevede alcune importanti varianti. Non solo negli aggettivi. Tra i politici, si sa, c’è sempre chi la vuol sparare più grossa degli altri e allora cerca di infagottare il mantra commemorativo con una serie di frasi ad incastro sul genere delle impareggiabili interviste ai calciatori, che quando parlano di un loro collega INFORTUNATO si tratta sempre di “un grandissimo giocatore ma anche un grandissimo uomo”. E quindi via con gli elogi fiume del grande poeta ma anche grande critico ma anche grande intellettuale ma anche grande politico. Qui Veltroni è stato magistrale, manco a dirlo.
Poi c’è chi taglia e cuce da wikipedia o simili e la butta lì. Vedi Bondi: «Edoardo Sanguineti è stata una voce fondamentale della letteratura italiana del secondo Novecento. Egli ha attraversato lo sperimentalismo degli anni `60, di cui fu uno dei principali interpreti e pur nel tempo delle neoavanguardie, in cui si preconizzava la disgregazione definitiva del linguaggio”, eccetera ECCETERA. Comunque molto utile alla conoscenza dell’opera. Vi risparmia la fatica di andare sull’enciclopedia a vedere chi diavolo è questo Edoardo Sanguineti di cui si parla tanto, dato che ci è appena andato il Ministro apposta per voi.
Poi c’è chi si spara la cartuccia di una citazione a caso (è andata tantissimo quella del “politico prestato alla poesia” vedi Repetto Presidente della Provincia) e chi coglie l’occasione per sperimentare gli slanci dialettici più arditi, giusto per tenersi in allenamento.
Ma c’è anche chi prova a METTERCI DEL SUO. Il che è privilegio dei più coraggiosi perché è pericolosissimo uscire dal solco dei moduli prestampati delle segreterie politiche. Infatti con le poche parole di un comunicato stampa è molto facile cadere nelle insidiose trappole del macchiettismo. Vedi la Vincenzi Sindaco di Genova che ha dichiarato con sprezzo del pericolo: “Quello che mi ha divisa da Sanguineti è stata la diversa interpretazione del MARXISMO che per lui rimaneva l’unica chiave di lettura della realtà contemporanea mentre per me, come per altri militanti più giovani, l’ottica era differente. Resta il fatto che si parla di uno dei più grandi intellettuali europei contemporanei e che possiamo solo sperare che non sia stato uno degli ultimi.” Infatti Sanguineti era un intellettuale talmente grande che non riusciva a vedere oltre IL SUO NASO di marxista ottuso e ortodosso. Per fortuna che dopo di lui sono venuti il sindaco e i militanti più giovani che con la loro “ottica differente” ci vedono talmente bene che hanno raccolto più di mille minuscole chiavi di lettura per la realtà contemporanea. Peccato che queste chiavi non aprono NESSUNA SERRATURA.

Giovedì 27 maggio 2010 alle 21:30:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Notizie Genova






























Uffici redazione: Palazzo Ducale, primo piano del cortile maggiore
Piazza Matteotti 9, 16123, Genova - tel. (+39) 010 8935042 fax (+39) 010 8934973

Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News