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Ultimo aggiornamento ore 17.30 del 20 Gennaio 2018

Organizzazioni sindacali Carige: "Rappresentare i lavoratori è il nostro unico ruolo"

Organizzazioni sindacali Carige: `Rappresentare i lavoratori è il nostro unico ruolo`

- Essendo ormai imminenti le scadenze in cui verranno assunte importanti decisioni per il futuro del Gruppo Carige, le Organizzazioni Sindacali, a nome di tutte le lavoratrici ed i lavoratori, sentono forte l’esigenza di portare all’attenzione dell’opinione pubblica alcune considerazioni circa il comportamento tenuto da tutte le parti in causa dal momento in cui il verbale ispettivo della Banca d’Italia è stato esposto agli attuali componenti il Consiglio di Amministrazione.
In primo luogo respingiamo ogni tentativo di definire le Organizzazioni Sindacali del Gruppo Carige come sostenitrici o oppositrici di qualsivoglia fazione in lotta per il controllo del C.d.A. della Banca. Rivendichiamo invece il ruolo che abbiamo sempre svolto e che intendiamo continuare a svolgere in Carige, quello dei rappresentanti degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo.
Vorremmo cercare di mettere un po’ d’ordine sull’intera vicenda e sulle prospettive future del Gruppo, visto che la nostra preoccupazione sull’integrità della Banca e sui posti di lavoro continua a crescere.
Come è noto i giornali e i media hanno pubblicato ampi stralci del verbale ispettivo riservato di Banca d’Italia nel quale si richiede la sostituzione del Presidente di Banca Carige, accusandolo di aver svolto un ruolo “egemone nel determinare gli indirizzi strategici e gestionali dell’Azienda”.
Viene riportato che Bankitalia ha richiesto la sostituzione delle figure di vertice del Gruppo e ha affermato che chi all’interno del C.d.A. – pur manifestando dissenso – “non ha mai tradotto tale dissenso in coerenti manifestazioni di voto”, non può essere considerato immune da responsabilità e non può ricoprire ruoli apicali nel nuovo C.d.A. dell’Istituto.
Abbiamo seguito con estrema attenzione tutta questa vicenda, sapendo però che la stessa Bankitalia ha anche evidenziato i buoni fondamentali della Banca e la qualità dei suoi dipendenti.
Nei giorni scorsi abbiamo invece appreso che i nominativi espressi nelle liste presentate da tutti i soci rilevanti confermano per la gran parte il C.d.A. uscente e propongono – anche nei ruoli di vertice – chi era nel precedente Consiglio. Fatto che giudichiamo in maniera estremamente negativa.
Il dato oggettivo è che esiste una palese contraddizione con quanto richiesto da Bankitalia e porta a pensare, anche in relazione a come si sono svolti i fatti, più ad un regolamento di conti che a una reale divergenza sulle strategie e sulla conduzione del Gruppo. Ci pare evidente che, così stando le cose, le uniche conseguenze di questa vicenda sarebbero lo smantellamento del Gruppo e le inevitabili ricadute su chi vi lavora. Abbiamo la spiacevolissima sensazione di essere gli unici preoccupati di queste conseguenze.
Nelle scorse settimane, abbiamo avuto modo di incontrare tanto il Presidente della Banca, quanto il Presidente della Fondazione, al fine di ottenere ogni possibile chiarimento sull’evolversi della situazione, in particolar modo sulle eventuali ricadute occupazionali e sulle tutele economiche e normative delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché sulla auspicata conservazione della territorialità del Gruppo.
Duole constatare l’assoluta assenza di risposte da parte del Presidente della Fondazione. Nessun chiarimento ci è stato fornito su come si intenda affrontare il problema della ripatrimonializzazione della Banca, specie se si continua ad affermare che non si intende scendere sotto una percentuale di possesso del 40%, ma non si dispone della liquidità necessaria per sostenere l’aumento di capitale.
Nonostante le nostre ripetute richieste non abbiamo avuto nessuna risposta su quali siano le prospettive future del Gruppo, su quale sia il modello di Banca che si ha in mente, su cosa si pensa circa la necessità di salvaguardare il funzionamento del Gruppo, sulla necessità di non avere conseguenze per i lavoratori.
Le Organizzazioni Sindacali hanno già espresso, in un precedente comunicato stampa, la propria posizione, totalmente contraria alla vendita di ulteriori asset, e favorevole ad un ingresso di capitale fresco nella partecipazione azionaria, in misura tale comunque da assicurare alla Fondazione, a garanzia della difesa della territorialità, di mantenersi socio di maggioranza relativa (seppur con percentuali minori delle attuali), nell’ottica di conservare e preservare gli attuali livelli occupazionali, nonché l’integrità e l’indipendenza del Gruppo, e soprattutto di concentrarsi immediatamente sul rilancio dello stesso.
Le Organizzazioni Sindacali, infine, prendono atto con rammarico della sottovalutazione sulle “vicende Carige” da parte delle Istituzioni; salvo qualche dichiarazione di circostanza sugli organi di informazione, più forse sollecitata da questi ultimi che voluta, da nessuna parte si è sentita una voce che prendesse davvero a cuore la sorte di 6.500 lavoratori e delle loro famiglie. Si intende formulare un invito a non lasciarci soli nel difendere una delle poche aziende liguri ormai rimaste intervenendo immediatamente e senza indugio a salvaguardia dell’autonomia e indipendenza della stessa e quindi in definitiva del suo stesso ruolo.

INTERSAS GRUPPO BANCA CARIGE

Lunedì 23 settembre 2013 alle 22:00:58
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