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Ultimo aggiornamento ore 13.41 del 13 Dicembre 2017

Arrivano i corsi di pugilato per migranti

Arrivano i corsi di pugilato per migranti

Levante - Inni nazionali africani suonati dalla banda di Vezzano, l'abbraccio di oltre cinquanta santostefanesi, un immancabile buffet e il campione Leonard Bundu come testimonial d'eccezione. E' così che oggi pomeriggio all'Open space del campo di Via Vincinella, nella zona produttiva di Santo Stefano, è stato ufficialmente varato 'Un pugno al razzismo', il corso gratuito di pugilato rivolto a una trentina di giovani migranti ospiti presso la struttura gestita da La piccola matita, onlus promossa dalla Caritas diocesana. Una festa nel segno dello sport e dell'integrazione con la quale i fautori dell'iniziativa - l'amministrazione comunale, la Caritas, la società Grifo boxe Rapallo - hanno voluto rispondere alle polemiche di questi giorni. Le lezioni per i migranti - che provengono da Costa d'Avorio, Gambia, Guinea Bissau, Mali e Nigeria - prenderanno il via fra una decina di giorni e se ne occuperà l'ex campione professionista Armando Bellotti, tecnico federale tornato a Spezia dopo un quarto di secolo in giro per il mondo con indosso i guantoni.

"Il pugilato non è violenza, anzi. La violenza la argina. Come ho potuto verificare anche nei miei anni a Panama, il pugilato è molto efficace nel togliere i ragazzi da situazioni difficili. E' positivo dare a questi giovani sfortunati qualcosa da fare e in cui credere", ha dichiarato Bellotti."Disciplina, rispetto delle regole, sacrificio: questo è il pugilato. E per questi ragazzi potrà essere occasione di riscatto. Verrò a controllare i loro progressi", gli ha fatto eco Bundu, già campione europeo dei pesi welter nel 2011. Il 'fiorentino d'Africa' (è di padre sierraleonese e madre gigliata), 43 anni, è stato omaggiato con una targa.

"Questo è un progetto davvero interessante. Il pugilato è disciplina e rispetto, non è fare a botte. Due ragazzi, dopo che si sono affrontati sul ring, si abbracciano", ha sottolineato Riccardo Zunino, numero due della Federazione pugilistica italiana in Liguria. La Federazione ha mandato anche un rappresentante da Roma, Massimo Scioti. "Invito Bellotti a fare di questi ragazzi, prima di tutto, dei campioni di loro stessi. Poi se qualcuno diventa bravo e ci scappa un podio, tanto meglio. Ricordiamoci sempre che l'uomo è un fine, non uno strumento. E diciamo sì ai ponti e no ai muri".

Entusiasta don Luca Palei, direttore della Caritas. "Il pugilato permetterà di incanalare forze, pulsioni, energie a questi ragazzi che ne hanno viste tante, che hanno attraversato il deserto. Grazie a chi aiuta i migranti di cui ci occupiamo a fare varie attività sportive a costi contenuti o nulli. Sono felice per questa iniziativa, un esempio di carità autentica".

"Avevo previsto, purtroppo indovinandoci, che qualcuno avrebbe polemizzato dicendo che insegnamo ai migranti a picchiare le persone - ha scherzato il vice sindaco Nicla Messora, che ha seguito da vicino 'Un pugno al razzismo' in quanto assessore al sociale -. Purtroppo oggi si tende ad andare dietro alla teoria e alla pratica della paura. Comunque grazie per la pubblicità indiretta. Lo sport? E' la forma di socializzazione migliore".
"Siete nostri fratelli, siamo felici che siate qua - ha detto con nitida emozione il sindaco Paola Sisti rivolta ai giovani migranti -. Qui c'è una comunità che vi ha accolto e che non ha avuto paura di farlo. Ora parte questo bel progetto... e nessuno vi insegnerà a fare a botte!".
Orchestrare i vari interventi è stato compito di Andrea Prassini, agente della Municipale santostefanese che, da appassionato e insegnante di sport di combattimento, ha dato il La al progetto di integrazione a base di noble art. "Il pugilato - per Prassini -, disciplina sportiva che fa delle regole un suo caposaldo, può essere un valido ausilio affinché gli ospiti della struttura possano integrarsi al meglio nella società".

La banda di Vezzano - per l'occasione arricchita da alcuni elementi santostefanesi - ha eseguito gli inni dei paesi di provenienza dei migranti, senza dimenticare Fratelli d'Italia. Gran finale con buffet e bagno di selfie dei ragazzi africani assieme al campione Bundu, al carichissimo tecnico Bellotti e a un don Luca Palei cercato con vera e allegra gratitudine dai futuri boxeur.

Lunedì 4 dicembre 2017 alle 21:15:36
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