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Ultimo aggiornamento ore 15.30 del 24 Novembre 2017

Cambia il digitale, nel 2022 fuori gioco il 90% dei televisori

Cambia il digitale, nel 2022 fuori gioco il 90% dei televisori

Liguria - Entro cinque anni quasi il 90 dei televisori italiani dovrà essere cambiato o adeguato con un nuovo decoder. Nel 2022, infatti, 'scadrà' l’attuale standard del digitale terrestre, destinato a essere sostituito da un altro standard. A dirlo la legge di bilancio, che stanzia cento milioni di euro entro il 2022 come contributo alle famiglie per l’adeguamento dei televisori in vista dello 'switch off' dell'attuale digitale terrestre.

Televisione - Chi ha comprato un televisore prodotto dopo il 2013 potrebbe avere già il nuovo standard incluso nell’apparecchio: più l’apparecchio è recente, più è probabile che abbia la nuova tecnologia. Ma chi ne possiede uno venduto in precedenza, di certo non potrà ricevere le trasmissioni dal 1 luglio 2022. Si stima che circa il 90 per cento dei televisori attualmente in uso (40 milioni) non sia attrezzato per il cambiamento che avverrà fra cinque anni.

Frequenze - Come per il passaggio dall’analogico al digitale, il processo di passaggio al DVB-T2 non sarà all’unisono su tutto il territorio nazionale ma avverrà in modo parcellizzato per zona geografica, secondo un piano da stabilirsi a cura dell’Agcom (il codiddetto Pnaf, Piano Nazionale Assegnazione Frequenze) entro il 31 maggio dell’anno prossimo. Il passaggio dovrebbe comportare anche una migrazione all’HEVC (anche se la legge non cita mai il codec ma solo la modalità trasmissiva DVB-T2), il che renderebbe le trasmissioni compatibili praticamente solo con i Tv venduti da quest’anno in poi, salvo poche eccezioni.

Risarcimento - Per agevolare questo passaggio è la stessa legge Finanziaria a prevedere degli stanziamenti: si parla di 750 milioni di euro. Buona parte di questi fondi saranno destinati alle emittenti nazionali per adeguare nuovamente gli impianti di trasmissione, mentre alle emittenti locali andrà una sorta di risarcimento per le rinunce che il nuovo Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze costringerà loro a fare. Agli utenti finali arriveranno 100 milioni di euro, divisi in quattro tranche da 25, già a partire dal 2019: soldi che serviranno per l’acquisto dei decoder o dei nuovi apparecchi televisivi.

Giovedì 2 novembre 2017 alle 09:30:07
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