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Ultimo aggiornamento ore 11.00 del 23 Gennaio 2018

Il Governo impugna la legge regionale sugli stabilimenti: e ora?

Il Governo impugna la legge regionale sugli stabilimenti: e ora?

Liguria - Il Consiglio dei ministri ha impugnato due leggi regionali della Liguria sui balneari sostenendo che vanno contro la direttiva Ue Bolkestein e violano la Costituzione: si tratta di quelle relative alla qualificazione e tutela dell’impresa balneare e alla disciplina delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative.

Bolkestein - «C’è un Paese che va a fondo e il Consiglio dei Ministri si riunisce solo per discutere e impugnare alcune leggi regionali, con tutti i problemi da risolvere Gentiloni e il Governo Italiano preferiscono mettere sotto giudizio il lavoro di tante regioni. Per quanto ci riguarda l’impugnativa è arrivata in extremis perché fra tre giorni sarebbero scaduti i termini per poter impugnare le nostre leggi – ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti - Vogliono stroncare il lavoro di mesi e mesi fatto da tecnici e amministratori, tenuto conto che più comuni di vario colore politico e tutte le Associazioni di categoria avevano espresso parere favorevole. Il dato politico è la responsabilità che si assume il Governo di non aver lavorato in questi anni a una legge che desse garanzie alle aziende balneari, motivo in più che ci ha indotto, come Regione Liguria, a procedere autonomamente. Questa vicenda rende sempre più importante – ha concluso Toti - il percorso di autonomia che abbiamo intrapreso, insieme ad altre regioni di vario segno politico, la cui efficacia rispetto a determinate materie tra cui il demanio marittimo ci è stata riconosciuta dallo stesso sottosegretario Bressa proprio ieri durante l’incontro romano. Regione Liguria continuerà ad essere a fianco delle imprese, dei balneari e dei liguri che chiedono certezze per le proprie aziende e le proprie famiglie».

Imprese - «La cosa assurda di questa vicenda – ha aggiunto l’assessore regionale al Demanio Marco Scajola - è che di fronte ad un vuoto legislativo che il Governo avrebbe dovuto colmare entro il 2017, l’esecutivo ha preferito intervenire, in modo assurdo, contro una regione che ha cercato di tutelare le sue imprese. A nostro favore – ha continuato Scajola – si è espresso anche il Parlamento Europeo con uno studio che invita l’Italia a seguire l’esempio di altri Paesi UE, come Spagna, Portogallo e Croazia che hanno emanato proprie leggi garantendo ai concessionari periodi fino a 75 anni. A questo punto non ci faremo intimidire, ci costituiremo presso la Corte Costituzionale, convinti della bontà del nostro lavoro e della necessità che leggi come le nostre vadano avanti nell’interesse delle imprese e di tutti i cittadini».

Venerdì 12 gennaio 2018 alle 17:15:17
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