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Ultimo aggiornamento ore 08.00 del 23 Novembre 2017

"Il lavoro non si arrende", presentata l'iniziativa si Sinistra Italiana

`Il lavoro non si arrende`, presentata l´iniziativa si Sinistra Italiana

Liguria - Questa mattina il consigliere regionale di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino, insieme all’europarlamentare Sergio Cofferati e al coordinatore provinciale si Sinistra Italiana Genova Bruno Pastorino, ha presentato l’iniziativa di SI “Il Lavoro non si arrende” che si terrà lunedì 23 ottobre alle 17,30 presso il municipio di Sestri Ponente. Un ragionamento che parte dal basso, con spirito civico, sulle gravi crisi occupazionali che attanagliano Genova e la Liguria, cui parteciperanno, fra gli altri, il coordinatore nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e il segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana Ivano Bosco. 

"A dispetto delle mirabolanti promesse del Governo sull’uscita dalla crisi, questo territorio si ritrova a misurarsi con lo smantellamento dell’industria delle telecomunicazioni (casi Ericsson e H3G Wind); il mancato rispetto dell’accordo di programma su ILVA, la proposta di 600 esuberi e l’inquadramento degli altri lavoratori che azzera le anzianità in un contesto di minori diritti; il rischio-parcellizzazione di Piaggio, il cui spettro aleggia nonostante l’esecutivo abbia finalmente deciso di esercitare la golden power. Prima gli esuberi si contavano a decine, ora a ondate di migliaia. Le promesse del Governo, che sulle 3 le questioni avrebbe potuto intervenire più efficacemente, si sono disciolte come neve al sole: ultimo capitolo è la farsa del ministro Calenda che ritira il piano industriale ILVA, sconfessando il documento che i commissari governativi avevano firmato soltanto 3 giorni prima".

"Necessario difendere e implementare l’apparato produttivo del nostro territorio: perché lo stabilimento ILVA di Genova ha potenzialità sicuramente riconosciute da tutti; perché ipotizzare la vendita del ramo velivoli civili di Piaggio significa non solo penalizzare la nostra occupazione ma anche limitare i margini di un settore strategico in Liguria e in Italia; e infine, perché la mancata capacità di dialogo e confronto con Ericsson, che spesso trasforma il Governo nel tappetino dei vari amministratori delegati, è la conferma di una crisi prepotente e dell’assenza di una vera politica industriale".
 
«L’aspetto principale, non sufficientemente osservato, è il rischio conseguente dal continuo ridimensionamento del sistema produttivo senza che questo sia sostituito da attività nuove, non solo nel terziario - ha spiegato Sergio Cofferati - In altri territori la grande azienda arretra in favore della piccola, fino a raggiungere un ragionevole pareggio. In Liguria non è così. Assistiamo invece a un ridimensionamento senza nulla di compensativo: il ministro dell’industria annuncia di essere interessato “all’industria 4.0”, ma qui, di tutto ciò, non c’è alcuna traccia concreta. Le industrie di Genova e della Liguria devono essere un’assoluta priorità politica: vogliamo un rapporto positivo con le istituzioni e quindi incalzare il Governo che, come abbiamo visto per Ericsson, ILVA e Piaggio, ha mostrato un’inaccettabile insufficienza».
 
«Tutelare l’occupazione e la qualità del prodotto italiano: questa la nostra linea, in estrema sintesi. ILVA: tenere unificata la trattativa per Genova a quella per Taranto, valorizzando appieno le potenzialità della sede del capoluogo ligure e quindi di uno stabilimento che oggi risente meno dei problemi ambientali rispetto ad altri siti dell’acciaio - ha proseguito Gianni Pastorino - L’accordo di programma non può essere cambiato, se non con la partecipazione e la condivisione di tutte le parti in causa. Prima fra tutte le organizzazioni sindacali. Ericsson: collegare le attività dell’azienda ai progetti nazionali sulla banda larga, tentando di colmare il gap che ci divide dagli altri Paesi rispetto alle scelte sull’innovazione tecnologica. In Liguria manca un “serbatoio di ripresa economica”: ad esempio, molte delle attività cedute da Ericsson potevano essere recuperate sul territorio, magari col supporto di Filse. Piaggio: positivo che anche in forza delle nostre proposte, e grazie alla mobilitazione dei nostri parlamentari, il Governo abbia finalmente deciso di esercitare la golden power - ha aggiunto Gianni Pastorino -
Occorre mantenere la produzione integrata, valorizzando le competenze sia nel ramo strategico militare sia in quello civile, sostenendo, se necessario, il rilancio dell’azienda.».
 

«Diamo un segnale: il tema è il lavoro, la sua condizione, le modalità in cui è erogato, le politiche salariali, la retrocessione sui diritti. Un tema che assume centralità per un’organizzazione come la nostra, che si pone l’obiettivo di ricostruire la sinistra nel nostro Paese - ha proseguito Bruno Pastorino - Un tema che viene per lo più occultato da una propaganda che racconta di mirabolanti successi.. Al contrario, le politiche nazionali hanno aumentato ulteriormente la precarietà e ridotto il riconoscimento economico. Le normative introdotte addirittura consentono all’azienda che ha rilevato ILVA di pensare di licenziare 1/3 dei lavoratori nel sito di Genova e per i 2/3 che rimangono formulare un nuovo contratto che azzera le anzianità, andando a pescare nelle pieghe del Jobs Act. Necessario da un lato ridisegnare la mappa dei diritti, a partire dalle politiche sul reddito, e dall’altro non è più rinviabile un piano per le politiche industriali, su cui per ora è mancata assolutamente un’ipotesi. In questi anni i governi si sono comportati da sensali, cercando gruppi che con logica predatoria si preoccupassero di accaparrare, fare spezzatini, ridurre l’occupazione, chiudere; senza un’idea di cosa produrre e come. Una politica che non si preoccupa di queste cose è una politica inutile. Noi rilanciamo: un ruolo centrale delle politiche industriali e degli assetti societari nelle scelte economiche», ha concluso Bruno Pastorino.

Venerdì 20 ottobre 2017 alle 15:36:58
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