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Ultimo aggiornamento ore 21.19 del 27 Giugno 2017

Alla Regione la competenza sul monitoraggio dell'aria

Alla Regione la competenza sul monitoraggio dell´aria

Liguria - “E’ dal 2010 che Regione Liguria doveva fare questo passaggio, oggi finalmente si attua quanto stabilito dalla Legge nazionale nel 2010, in virtù di una direttiva europea che prevedeva il trasferimento dalle Province alle Regioni delle competenze in materia di monitoraggio della qualità dell’aria e di autorizzazioni ambientali”: lo ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile e Difesa del Suolo Giacomo Giampedrone a margine dell’approvazione del disegno di legge in materia di qualità dell’aria proposto dalla Giunta regionale.

“Sono sette anni che Regione doveva fare questo passaggio – ha aggiunto l’assessore Giampedrone – Un ritardo ancora più grave nel momento in cui c’è stata la riforma di riordino delle Province nel 2015: tra tutte le funzioni passate dalla riforma delle Province e assegnate alle regioni questa era stata esclusa e con l’approvazione della norma di oggi si pone dunque rimedio. Oggi Regione Liguria sana questo ritardo nel percorso, passando definitivamente alla Regione la competenza in tema di monitoraggio dell’aria: in particolare la strumentazione da tutte le Province e, per quanto riguarda la Città Metropolitana, anche il relativo personale che diventa regionale. Se questo non fosse avvenuto, rischiavamo di essere messi in procedura di infrazione dall’Europa, in quanto una delle ultime regioni italiane che ancora non avevano acquisito tali competenze”. “L’obiettivo – ha continuato Giampedrone – non è solo quello di ratificare un percorso, ma fare in modo che questa regione sia all’avanguardia sui temi ambientali, tutelando il cittadino nei molteplici aspetti”.

“Il testo di legge - ha concluso l’assessore Giampedrone - prevede inoltre importanti elementi di semplificazione: attribuisce ai Comuni la competenza in materia di Autorizzazione unica ambientale, prevede l’autorizzazione unica ambientale per gli impianti di trattamento delle acque reflue urbane con una durata di 15 anni a fronte degli attuali 4 e il rinnovo tacito delle autorizzazioni allo scarico delle acque reflue domestiche, andando così incontro alle richieste provenienti dagli Enti e dai cittadini”. Per rendere effettivamente operative tali competenze Regione Liguria ha previsto 750mila euro a carico del bilancio regionale, sia per il personale che per la strumentazione. Sarà ARPAL, l’Agenzia regionale di protezione ambientale ad occuparsi degli interventi di gestione e a integrare, eventualmente, la rete di misurazione.

Lunedì 29 maggio 2017 alle 18:30:26
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