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Ultimo aggiornamento ore 19.30 del 27 Giugno 2017

Case popolari, Lega esulta: "Prima italiani". Costa: "Diritti a chi non ne aveva"

Case popolari, Lega esulta: `Prima italiani`. Costa: `Diritti a chi non ne aveva`

Liguria - Si leva dalla maggioranza di centrodestra in Regione il plauso per la riforma della legge sulle case popolari approvata oggi pomeriggio in consiglio.

Aiuti agli italiani - Il commento di Alessandro Piana e Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria) è chiaro: “Siccome gli alloggi di Edilizia residenziale pubblica disponibili sono pochi secondo l’opposizione in Regione non dovrebbero essere assegnati prioritariamente a malati, portatori di handicap, anziani ultra65enni, genitori separati, giovani coppie, persone sole con minori e forze dell’ordine, ma agli immigrati o a chi ha commesso dei reati gravi. Noi, invece, abbiamo dimostrato coi fatti che prima devono venire gli italiani in difficoltà e le persone oneste. Se è vero che siamo stati accusati di usare uno slogan, è altrettanto vero che oggi, dai banchi del Pd e del resto della minoranza, è emerso lo slogan contrario: prima tutti gli altri e poi gli italiani. In realtà, siamo in un momento di crisi profonda, non ci sono segnali di ripresa ed è quindi necessario che le istituzioni tutelino al massimo i propri cittadini, che soffrono di una grave condizione di disagio. E’ necessario fare in modo che il sistema dell’Edilizia residenziale pubblica funzioni e che le regole siano il più possibile chiare ed omogenee sul territorio, in modo tale da dare soluzioni idonee e certezza del diritto. Le nostre proposte di legge non servono per portare avanti conflitti politici, ma per tutelare l’interesse dei liguri e, in particolare, chi soffre di reali problemi e difficoltà in un momento di crisi come quello attuale. Nel caso specifico, il requisito della residenza da almeno 10 anni per gli immigrati regolarmente soggiornanti in Italia è stato inserito perché non bisogna chiudere la porta quando è reale la volontà di stabilizzarsi e di appartenere ad un determinato territorio, inserendosi in una comunità e dimostrando di avere le necessarie qualità per continuare a starci - hanno aggiunto - Oggi il problema concreto è che nelle graduatorie, visti i tanti anni di politiche molto espansive e ultratolleranti della sinistra buonista, si è fatto in modo che gli alloggi popolari finissero in mano principalmente a stranieri provenienti da Paesi economicamente più poveri, senza pensare che tali persone sono già aiutate dai Servizi Sociali dei Comuni che ricevono finanziamenti anche dalla Regione. Questi, quindi, non si muovono, sono restii a lavorare regolarmente o non trovano lavoro, fanno tanti figli e, alla fine, diventa sempre più difficili sfrattarli anche in caso di morosità".

Alloggi Soddisfazione anche da parte di Andrea Costa, consigliere di Liguria popolare e presidente della Commissione ambiente e territorio. "Questa è una vera riforma! Il percorso che ha portato a questa modifica è stato caratterizzato da un confronto costruttivo con tutte le parti interessate, come ad esempio gli inquilini e l' Associazione dei padri di famiglia. Si tratta di una modifica che introduce profonde novità sui criteri per l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare che senz’altro andranno incontro a chi maggiormente ha necessità di una casa e non è nelle condizioni di soddisfare la sua esigenza sul mercato privato. Può ottenere l’alloggio - ha proseguito il Consigliere Costa, Presidente della IV Commissione - anche un coniuge separato o divorziato, proprietario di un’abitazione ma che, a seguito di decisione giudiziale, non ha più la disponibilità dell’alloggio. I nuovi criteri di assegnazione privilegiano il concetto della radicalizzazione sul territorio regionale dei richiedenti. In particolare è richiesto per gli stranieri il soggiorno regolare decennale sul territorio nazionale e per tutti la residenza quinquennale anagraficamente accertata in regione".

Mercoledì 31 maggio 2017 alle 10:15:10
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