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Ultimo aggiornamento ore 17.06 del 22 Novembre 2017

Case popolari, Pastorino e Battistini: "Provvedimento lesivo dei diritti dei cittadini"

Case popolari, Pastorino e Battistini: `Provvedimento lesivo dei diritti dei cittadini`

Liguria - Approvato questo pomeriggio il Ddl sull’edilizia popolare con il voto contrario di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria.

"Sebbene passino alcuni emendamenti migliorativi proposti dal gruppo, il giudizio complessivo resta decisamente negativo. Le modifiche sono insufficienti, abbiamo votato contro un disegno di legge particolarmente ingiusto, forse il peggiore di questa legislatura. Il testo è ispirato da presupposti fortemente propagandistici di nessuna utilità – ha spiegato il capogruppo Gianni Pastorino - La situazione resta inalterata, nessun miglioramento. Mancano all’appello 8000 alloggi, e su questo piano la legge non fa nulla".

"I veri obiettivi di questa legge sono due: primo, restringere la platea degli aventi diritto a fronte di un incremento della domanda, riconosciuto dalla stessa giunta ma tradito dal testo; secondo, massimizzare il profitto del patrimonio immobiliare, laddove non dovrebbero esserci profitti ma solo finalità sociali, trasformando ARTE in una maxi agenzia immobiliare – ha rincarato il consigliere regionale Francesco Battistini - Per fortuna, grazie ai nostri interventi, la maggioranza ha capito: marchiare a vita una persona che ha pagato il proprio debito con la giustizia non fa altro che consegnarla a un destino di degrado umano».

"La legge Scajola è caratterizzata da una serie di incongruenze: sarà certamente impugnata dal governo, come accaduto molte altre volte in questa legislatura. E in questo caso non perché il governo sia cattivo o di segno opposto, ma perché esistono sentenze precedenti con cui la Consulta ha cassato vincoli temporali più contenuti rispetto a quelli proposti dal centrodestra a trazione leghista – hanno concluso Pastorino e Battistini - È addirittura incomprensibile, al di là dei furori propagandistici, la norma che prevede 5 anni di residenza nel comune in cui si partecipa al bando di assegnazione ERP. Norma che colpisce tutti, anche gli italiani e i liguri. È totalmente in antitesi con questi tempi, in cui le persone sono obbligate a spostarsi per trovare lavoro. Perché limitare questi diritti? Siamo tornati ai tempi dei campanili e dei comuni: tutti asserragliati in casa propria, quando invece la politica nazionale è sempre ben disposta ad assecondare la richiesta di mobilizzare il lavoro che i grandi potentati industriali pretendono".

Martedì 30 maggio 2017 alle 19:30:26
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