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Ultimo aggiornamento ore 12.00 del 27 Giugno 2017

Minori e Tv, Corecom: "Più spazio ai giovani nelle televisioni locali"

Minori e Tv, Corecom: `Più spazio ai giovani nelle televisioni locali`

Liguria - A Genova, nella Sala dei Chierici della biblioteca Berio, questa mattina si è svolto il convegno Tv e minori, organizzato dal Corecom Liguria, durante il quale sono stati presentati i risultati della ricerca, condotta dall'Osservatorio di Pavia, sull'offerta televisiva rivolta a bambini e adolescenti e sulla rappresentazione dei minori nei programmi di sei emittenti locali, nel settembre 2016. L'analisi riguarda una settimana campione, nella fascia oraria 8-24, e ha coinvolto anche le edizioni di prima serata del Tgr Liguria e delle reti Rai, Mediaset e La7 per consentire un raffronto con le testate locali.

Minori - In particolare, secondo il report dell'Osservatorio, la programmazione specifica per minori occupa una parte molto ristretta dei palinsesti delle reti liguri pari allo 0,5%, (cinque programmi), mentre il 12,1% (120 programmi) riguarda tematiche relative a bambini e ragazzi o interviste a minori in programmi non dedicati. Il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone ha rivolto ai partecipanti del convegno il saluto dell'Assemblea legislativa. «È doveroso segnalare l’importanza di questa iniziativa, sia per i contenuti che per il livello con cui è stata condotta. Il tema, infatti, merita dettagliati approfondimenti come quello che viene presentato oggi – ha dichiarato – Sappiamo bene, infatti, i rischi che corrono i minori quando accedono ad alcuni strumenti, che non è solo la televisione ma anche il web. Certamente è più facile controllare ciò che il bambino vede in tv rispetto a quanto vede o sente sullo smartphone».Il presidente del Consiglio regionale ha, quindi, espresso soddisfazione per la recente approvazione in Parlamento della legge contro il "cyber bullismo" e ha aggiunto: «Sarebbe giusto attivare ulteriori forme di tutela dei minori che riguardino non solo le televisioni, ma proprio il web».

Anche l'assessore alla Comunicazione e Formazione, Ilaria Cavo ha espresso apprezzamento per la ricerca condotta su richiesta del Corecom Liguria: «La sfida di questa ricerca riguarda il modo in cui viene affrontato il tema dei minori nella televisione. La difficoltà maggiore - ha aggiunto - è parlare di loro proprio dal loro punto di vista, ma è proprio questo il passaggio che dobbiamo fare. Occorre sensibilizzare i minori sui rischi del web – ha concluso - e aumentare la loro consapevolezza sulle opportunità, ma anche sugli altri aspetti legati all'utilizzo della rete».

Eventi - "Alberto Maria Benedetti, presidente Corecom Liguria, ha aperto i lavori del convegno. «L'immagine dei bambini e degli adolescenti veicolata dall'emittenza televisiva locale è quasi sempre associata ad eventi drammatici. Questo - ha dichiarato - è ancor più vero nel caso dei telegiornali che, pur osservando un sostanziale rispetto dei codici di autoregolamentazione e delle carte deontologiche, davvero poco spazio dedicano al bambino nella sua quotidianità. Occorre, allora, restituire realtà alla rappresentazione dei bambini nei media, raccontare il loro mondo e la loro vita". Benedetti ha sottolineato il ruolo strategico che viene svolto dal Corecom Liguria: «Anche grazie ad iniziative come quella di oggi il Comitato intende rafforzare il proprio ruolo di stimolo e sensibilizzazione nei confronti dei diversi soggetti del sistema dei media. Attivare una sinergia tra le risorse e le competenze proprie e quelle, ad esempio, del mondo scolastico e delle emittenti locali, valorizzare le esperienze e l'entusiasmo dei bambini, far crescere la cultura dei diritti dei bambini e dei ragazzi anche nel mondo dei media locali».

Poco interesse - Manuela Malchiodi dell'Osservatorio di Pavia ha illustrato i risultati della ricerca nel dettaglio: "Nel complesso non sono stati rilevati situazioni o casi gravi, tuttavia - ha aggiunto - abbiamo riscontrato scarso interesse delle emittenti ai programmi dedicati ai minori. C'è, invece, più attenzione ai bambini e agli adolescenti nell'informazione, che si interessa ai giovani. Occorre, però, sottolineare che c'è una scarsa propensione a scoprire il loro punto di vista. Infatti – ha aggiunto la ricercatrice – non c’è un'abitudine consolidata a chiedere ai ragazzi il loro parere, a cogliere il loro punto di vista e ad affrontare certi temi dalla loro prospettiva. Rispetto ai telegiornali nazionali, quelli locali, secondo i risultati dell'indagine, hanno mostrato di essere meno propensi alla spettacolarizzazione e di essere più attenti all'informazione».

Venerdì 19 maggio 2017 alle 18:30:42
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