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Ultimo aggiornamento ore 07.00 del 18 Novembre 2017

Multedo scrive al sindaco: «Non lasciateci al buio!»

Multedo scrive al sindaco:  «Non lasciateci al buio!»

Liguria - "Buon giorno Sindaco, sono ormai trascorsi quindici giorni circa dal nostro più recente
contatto, a proposito della questione migranti nell’ex asilo Govone. In quest’ultima settimana, dopo la seconda fiaccolata, ci pare che le acque si siano calmate. La tensione nel quartiere è progressivamente scesa, il clima si sta rasserenando. Cogliamo questo fatto con due sentimenti contrapposti: da una parte con gioia, specialmente dopo tutte le offese e gli improperi che hanno dovuto subire liberi cittadini di Multedo, scesi democraticamente in
piazza per manifestare il loro pensiero e tacciati con ogni sorta di etichetta negativa; dall’altra parte con preoccupazione": così il Comitato di Multedo in una lettera al sindaco di Genova Marco Bucci.

Accoglienza - "Nutriamo una profonda fiducia nell’essere umano in quanto tale. Ma non possiamo non ricordare che proprio a fari spenti, alla fine dell’estate, è maturata la decisione di realizzare una casa di accoglienza nell’ex asilo Govone, a completa, dolosa e grave insaputa della cittadinanza di Multedo - ha spiegato il Comitato - I riflettori spenti ci piacciono ma ci fanno anche paura, perché non vorremmo che questa cattiva abitudine venisse perpetrata. Ci spieghiamo ancora meglio. Nel corso dell’incontro alla Scuola Conte, il Sindaco Marco Bucci ha parlato di 12 migranti, ma ha fatto presente di non poter garantire su altre cifre. Contemporaneamente, leggiamo sui media e ascoltiamo ben altri numeri, in maniera totalmente confusa e incerta".

Dialogo - Chi s’improvvisa economo e fa i conti in tasca altrui, chi sospetta, chi afferma che la situazione non può restare così com’è adesso. Noi non vogliamo mettere parole su parole. Preferiamo domandare. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Su quali cifre si sta realmente ragionando? Nello spirito di massima trasparenza e collaborazione che riteniamo di aver dimostrato, auspichiamo che non vengano commessi gli errori del passato. Crediamo che qualsiasi buona volontà d’instaurare un dialogo e di “aprirsi al quartiere” - per usare le parole scritte da Monsignor Martino - non possa prescindere da un rapporto franco, serio e soprattutto intellettualmente onesto. Per questo, pur comprendendo perfettamente che si sta parlando di un’iniziativa privata (da parte della Curia) in una struttura privata (l’ex Asilo Govone, di proprietà delle Suore della Neve), rimarchiamo anche il fatto che si tratta - al tempo stesso - di un’operazione con consistenti ricadute sul territorio pubblico. Dove valgono le leggi dello Stato ma, prima ancora, dovrebbe valere ogni tipo di anelito volto alla buona convivenza civile".

Rispetto - "E’ per questo che chiediamo che dall’operazione migranti al Govone escano numeri certi. Chiediamo che si ponga fine alle incertezze, ai numeri buttati lì a caso, alle illazioni, alle ipotesi, ai condizionali. Lo facciamo con lealtà, ribadendo il fatto che nessuno di noi è contro questi ragazzi e contro l’accoglienza. Ma siamo tutti a favore della chiarezza. Vorremmo essere trattati come cittadini maturi, non come reazionari. Abbiamo ascoltato in silenzio insulti,critiche, menzogne. Adesso ci permettiamo di chiedere un po’ di rispetto in più. Lo ripetiamo, non siamo contro i migranti, ma siamo per un’accoglienza degna di questo nome. Siamo per il dialogo costruito con i fatti, non negato ogni giorno con le parole.
Riteniamo che la “miopia” si possa curare. Quella oculare come quella intellettuale.
Temiamo, al contrario, di svegliarci un mattino e constatare che pensar male e veder lontano sono sinonimo. O, ancor peggio, temiamo di essere stati lasciati di nuovo al buio. Non vogliamo che accada e, per questo, chiediamo un atto di chiarezza e informazione concreta, certa e reale da parte di tutti gli attori in causa".

Martedì 31 ottobre 2017 alle 19:45:02
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