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Ultimo aggiornamento ore 21.30 del 5 Dicembre 2016

Nodo genovese, Pastorino: "Appalto in crisi, sia attivata la clausola di subentro"

Nodo genovese, Pastorino: `Appalto in crisi, sia attivata la clausola di subentro`
Liguria - "Garantire l'occupazione e la prosecuzione dei lavori, chiarire i rapporti tra Fer.gen e Italfer/RFI, convocare immediatamente la stazione appaltante per evitare un'altra gara in caso di rescissione del contratto. Questi i punti emersi dall'incontro, avvenuto a margine del consiglio regionale odierno, fra capigruppo, organizzazioni sindacali e i lavoratori dei cantieri del nodo ferroviario genovese. A rischio oltre 100 posti di lavoro; i licenziamenti potrebbero scattare già il prossimo 7 dicembre": lo ha dichiarato il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino.

"I sindacati avanzano richieste molto puntuali: anzitutto se la Regione è in grado di fare chiarezza sul contratto stipulato da Fer.gen e Italfer/RFI. Perché stiamo assistendo al gioco dei rimpalli? L'accordo è già stato rescisso? Se così fosse, chiediamo sia applicata velocemente la clausola di subentro. Sappiamo trattarsi di uno strumento straordinario, ma ci sono precedenti in cui è stato applicato molto positivamente. Del resto una graduatoria c'è: ripetere la gara d'appalto sarebbe controproducente, provocherebbe ulteriori ritardi e un danno da 3 milioni di euro".

"Il nodo ferroviario genovese, che doveva essere consegnato entro quest'anno, oggi è completo solo al 35% e rischia di diventare l'839a opera incompiuta di questo Paese. Un'opera strategica per il capoluogo ligure, che prevede tratte quadruplicate fra Volti e il centro e il consolidamento della rete sotterranea fra Principe e Brignole. Quindi non basta la generica solidarietà: i cantieri devono proseguire, i posti di lavoro vanno garantiti. Questo è il settore che ha pagato il prezzo più alto, in termini di occupazione. Ma il "peccato originale" è il massimo ribasso, come in tanti altri casi: non è realisticamente sostenibile un taglio del 25,7% su una gara da 622 milioni. Scontato che poi un appalto del genere vada in crisi, a causa delle variazioni in corso d'opera e degli oneri nel conferimento dello smarino".
Martedì 29 novembre 2016 alle 14:00:43
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