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Ultimo aggiornamento ore 18.20 del 26 Settembre 2017

Stefano Mai: "Arrivano i mao mao". Poi corregge il tiro ma scoppia la polemica

Stefano Mai: `Arrivano i mao mao`. Poi corregge il tiro ma scoppia la polemica

Liguria - “Arrivano i mao mao, sto pensando di togliere il red carpet”: così l’ex sindaco di Zuccarello e ora assessore regionale Stefano Mai, ha voluto esprimere sul suo profilo Facebook il suo malcontento per l’arrivo di sei profughi nel piccolo paese dell’entroterra di Albenga che saranno ospitati in un alloggio lasciato libero dal proprietario e preso in affitto da una cooperativa.

Luoghi - La frase, che ha fatto scatenare la rabbia di numerosi utenti, è stata tolta e sostituita da Stefano Mai con un nuovo post: “Zuccarello, in questi istanti la cooperativa sta visitando l'alloggio con il proprietario. Via Tornatore. Pieno centro. Nel borgo c'è anche Wi-fi. Sicuramente lo riterranno idoneo. Non come le strutture lontane dai centri e senza rete internet... Ma dico.... perché affittarla alle cooperative? Non si può trovare una famiglia in grado di rafforzare il tessuto sociale del paese? Basta falso buonismo”.

Incriminazione - Non si è fatta attendere la risposta del Gruppo del Pd in Regione Liguria: “Ormai ci conoscono in tutta Italia per le frasi gravi e ingiustificabili che 'il modello Toti' propone sul tema dell'immigrazione. Oggi è il turno dell'assessore Mai, il leone da tastiera che ha già cancellato il post, che pronuncia parole ingiustificabili e gravi sull’arrivo di sei migranti a Zuccarello. Su Facebook ha scritto “Arrivano i mao mao, sto pensando di togliere il red carpet”. Mao mao è un termine evidentemente utilizzato dall'assessore con tono dispregiativo. Innanzitutto su un tappeto rosso steso da un’amministrazione pubblica e pagato con i soldi della collettività cammina chiunque, com’è giusto e ovvio. Appare comunque chiaro che Mai voglia emulare il suo presidente noto per aver parlato solo poco tempo fa di 'bestie nere'. Ancora una volta si cavalcano paure e insicurezze anziché affrontare con serietà il problema. Fomentare odio e divisioni non è certo un buon servizio reso alla cittadinanza, che ha certamente diritto alla sicurezza”.

Giovedì 24 agosto 2017 alle 18:15:45
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