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Ultimo aggiornamento ore 21.36 del 17 Dicembre 2017

I cittadini di Multedo non ci stanno: «Ennesima mancanza di rispetto»

I cittadini di Multedo non ci stanno: «Ennesima mancanza di rispetto»

Ponente - "Non toglieteci la parola". Sembra essere questo il leitmotiv della lettera giuntaci quest’oggi in redazione da iostoconMultedo. La voce della cittadinanza deve tornare a riecheggiare nel quartiere ponentino ed ecco allora il comunicato, che vi proponiamo in maniera integrale.

Abbiamo appreso dai media che Domenica 3 Dicembre i volontari del gruppo Legambiente Giovani Energie, d’intesa con il Municipio Ponente, si occuperanno della pulizia di una piazzuola nei pressi della piscina di Multedo. Contestualmente, dovrebbero essere presenti a collaborare alcuni richiedenti asilo attualmente ospitati presso l’ex scuola materna “Govone”.

Nonostante la bontà dell’iniziativa, siamo ancora una volta interdetti per come è stata gestita e comunicata. Sembra che neppure quando si tratta di fare del bene PER MULTEDO, ci si preoccupi dei cittadini DI MULTEDO.

L’idea di una domenica dedicata al riordino di una zona del quartiere è concepita da Legambiente ed è supportata dal Municipio, ma è stata organizzata senza nessuna comunicazione preventiva alla cittadinanza. Ancora una volta, come per l’apertura del centro di accoglienza presso l’ex asilo, i residenti vengono informati a cose fatte.

Riteniamo che questa sia l’ennesima mancanza di rispetto. Abbiamo la legittima presunzione di conoscere il quartiere meglio di chiunque altro, e forse, se fossimo stati informati in anticipo, avremmo indicato ben altre urgenze, rispetto a quella individuata da Legambiente e Municipio.

Il presidente Chiarotti, con il quale i rapporti si sono ridotti al lumicino e dal quale non abbiamo avuto nessun tipo di risposta formale alle nostre numerose lettere e interventi, ha contattato alcuni rappresentanti del Comitato di Quartiere solo per sapere se erano disponibili a ospitare presso la loro saletta gli attrezzi destinati alla pulizia.

Peccato che si tratti dell’unica saletta a disposizione del quartiere, ottenuta con fatica dopo anni di vertenze. Peccato che i cittadini di Multedo, sbeffeggiati da settimane e insultati ingiustamente da ogni parte, siano stati trattati - ancora una volta - come comparse.

Noi non siamo i servitori cortesi di nessuno. I progetti vanno condivisi e non imposti. Sia che si tratti dell’accoglienza, sia che si tratti della pulizia del nostro quartiere. Sia di qualsiasi altra iniziativa, lodevole o meno.

Stigmatizziamo inoltre il comportamento assai opaco di monsignor Giacomo Martino. Più volte il sacerdote ha detto e scritto di volersi “aprire al quartiere”. Ha detto che avrebbe parlato dei progetti che “i suoi ragazzi” avrebbero realizzato per il quartiere.

Peccato che abbia rifiutato ogni nostro tentativo di avvicinamento. Dalla “merenda” ai giardinetti a una visita presso il centro di accoglienza, prima accordata e poi rifiutata, tirando in ballo scorte e Digos.

Ci chiediamo se la scorta per i migranti - arrivati a questo punto e constatato, nonostante tutto, l’elevatissimo grado di civiltà dimostrato dalla stragrande maggioranza dei residenti - sia funzionale, opzionale o strumentale. Caro don Martino, temiamo fortemente che la risposta giusta sia la terza. I cittadini di Multedo hanno dimostrato più volte di sapersi rimboccare le maniche per il loro quartiere. Noi non abbiamo bisogno di persone che ci facciano il “beau geste”, per far bella figura sui media e agli occhi dell’opinione pubblica.

Abbiamo bisogno di rispetto. Di dialogo. Di comunione. Di conoscenza reciproca. Di progetti condivisi.

Quelli che tanto piacciono a chi è bravo nell’esprimerli a parole, salvo poi fare con le azioni l’esatto contrario.

Auspichiamo per il futuro un maggiore coinvolgimento da parte di tutti gli attori in causa. Fiduciosi che, a furia di ricordare alle persone come ci dovrebbe comportare, forse prima o poi otterremo qualche risultato degno di questo nome.

Lunedì 27 novembre 2017 alle 17:02:08
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