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Ultimo aggiornamento ore 20.50 del 20 Gennaio 2018

Il "Pazzo" ci mette la faccia. Aspettando il suo gemello Cassano

Il `Pazzo` ci mette la faccia. Aspettando il suo gemello Cassano

- Non era obbligato a farlo, ma ieri sera al Tardini Giampaolo Pazzini si è sentito in dovere di presentarsi in zona mista per “metterci la faccia”, come ha detto lui, per prendersi la responsabilità di una sconfitta che ovviamente non è imputabile solo alle occasioni non sfruttate. L'ennesima dimostrazione da parte del centravanti di Pescia, qualora ce ne fosse ancora bisogno, dell'attaccamento ai colori e alla causa blucerchiata. Ma anche l'espressione di un momento delicato per il gruppo che per quanto concentrato sul bene della squadra in nome dello “spirito Samp” tanto caro a mister Di Carlo, deve per forza di cose fare i conti con il caso Cassano che continua ad occupare i pensieri non solo i media ma anche i tifosi, sempre meno convinti dell'allontanamento del talento di Bari Vecchia. Il pianeta blucerchiato è tuttora diviso fra chi ritiene giuste e legittime le motivazioni del presidente Garrone e chi invece vedrebbe in un clamoroso perdono da parte del patron, la giusta soluzione ad un caso che sicuramente non sta aiutando la squadra. Al di là delle personali e legittime convinzioni degli uni e degli altri, c'è un dato che fa riflettere sul peso del giocatore negli equilibri offensivi della squadra. Nelle quattro partite fin qui giocate senza il numero 99 infatti la Sampdoria ha segnato un solo gol allo scadere a Cesena con Pazzini, rimanendo poi a secco contro Metalist, Catania e Parma. Un caso? Forse, è innegabile però che alla manovra offensiva dei blucerchiati manchi terribilmente la capacità di Cassano di trovare il passaggio illuminante o la giocata in grado di scardinare difese che specie nelle ultime occasioni non sono sembrate insuperabili. Lo stesso Di Carlo nel post partita di Parma ha parlato di una squadra che ha difettato di imprevedibilità, caratteristica che non abbonda in un gruppo che ha invece coesione e spirito di sacrificio da vendere. Qualità che quanto imprescindibili, in questo momento non bastano per sopperire alla carenza di fantasia che né Marilungo, né Guberti seppur con tutta la buona volontà non riescono a dare. Lo sanno sia Garrone che Di Carlo, e lo sanno tutti i tifosi che chiedono a gran voce il reintegro dell'”ineducato” pupillo. Lo sa anche Pazzini che non vede l'ora di riportare le dita verso gli occhi e rimetterci la faccia, stavolta sorridente e soddisfatta.

Venerdì 12 novembre 2010 alle 17:00:28
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