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Ultimo aggiornamento ore 10.00 del 20 Gennaio 2018

Il Professore diceva...

Il Professore diceva...

- Tra le tante cose che ci ha lasciato il Professore una è da tenere in grande considerazione per giudicare il Genoa attuale: il compianto Prof. Franco Scoglio indicava in cicli di 8 partite il numero minimo per giudicare lo stato e il trend della squadra in quel preciso momento. Va da sé che almeno 8 gare sono il minimo necessario per farsi un’idea della squadra soprattutto se sono
le prime. Il Genoa domenica in casa con il Palermo giocherà la sua settima partita, quindi credo che per rispettare i dettami di chi di calcio ne sapeva certamente più di me e di, penso, quasi tutti i lettori, dovremo ancora aspettare per dare giudizi seri e pertinenti almeno la fine della gara successiva. Qualche considerazione si può comunque fare, sempre limitandosi a una fotografia dell’accaduto e sempre tenendo conto le cose scritte in premessa e la situazione generale delle cose quando comincia una stagione. Dividendo le 6 gare in 2 tranche da 3 vediamo un inizio scoppiettante, sotto forma di reti segnate, occasioni create, libertà di gioco e match molto frizzanti, che ha fruttato 3 punti a seguito di una vittoria e 2 sconfitte, 5 reti segnate e 6
subite. Le seconde 3 partite, di cui 2 in trasferta, sembrano essere state giocate da una squadra diversa: sono state gare molto meno entusiasmanti sotto l’aspetto emozionale ma molto più importanti in quanto a quadratura, solidità e capacità tattica mostrate dalla squadra. Tre gare che hanno fruttato 5 punti, media inglese intatta, con 2 reti segnate e 1 subita.
La gara più bella, secondo i media e parte della tifoseria (ma non a mio giudizio), quella con la Juve, che ci ha consegnato un furente 1 a 3 casalingo; la gara più equilibrata, più matura, per me la migliore, quella con la Lazio a Roma, che ci ha portato 3 punti e tanto entusiasmo. Dopo aver diviso il cammino sino a ora fatto dai “De Canio boy” ci si può domandare quale dei due Genoa sarà quello che vedremo durante la stagione.
E chi lo sa?
Io mi auguro un Genoa più vicino al secondo trend che alla prima serie di gare. Bello certamente quello delle prime tre partite ma con troppi errori, sia sotto porta che in difesa; più cinico, equilibrato, tosto il secondo, un Genoa che non è semplice da mettere in difficoltà, che fa dell’organizzazione, soprattutto difensiva, e delle qualità dei due bomber le sue armi migliori.
Ci sono giocatori ai box, che non permettono il perfetto funzionamento di alcuni moduli, ci sono giocatori ancora non schierati con continuità che permetterebbero la crescita tecnica di questa squadra. Importanti le parole del Direttore Sportivo Capozucca, sentite ieri. “Aspettiamo il Merkel idispensabile dell’anno scorso”, ha detto il ds. Come non dargli ragione?
Il Tedeschino parrebbe essere ancora alla ricerca della migliore condizione/forma; due annotazioni a margine di questa considerazione: la prima, Merkel ha giocato sino a oggi solo due partite e le ha iniziate entrambe da titolare, una per ciclo di tre gare di cui parlavo prima. Sono le uniche due gare vinte dal Genoa (in una ha pure segnato il gol vittoria, il primo gol del Genoa 2012/13); la seconda considerazione richiama alla mente la frase di Mihajlovic (quando
allenava il Catania) che in merito al prematuro (secondo la stampa, visto lo stato di forma di quel momento di Maxi Lopez ) impiego del centravanti catanese disse: “Se aspettavo che Maxi Lopez fosse in forma per farlo giocare sarei retrocesso” . E’ evidente che i giocatori trovano condizione, misure, insomma la forma solo giocando e se, come credo e ho sentito dire al DS Capozucca, al Genoa credono in Merkel, bisogna che questo ragazzo giochi con continuità una serie di almeno 6/7 gare di fila: se darà il suo contributo bene, altrimenti si potrà tornare all’utilizzo di chi è stato considerato, sino a oggi, maggiormente. Si tratta di giocatori bravi, non c’è dubbio, ma, sempre secondo me ma credo anche secondo molti, non talentuosi come il biondo teutonico.
Posso capire che in momenti di assestamento, nei quali la classifica non era troppo brillante, ci si potesse appoggiare ai giocatori che si conoscono meglio e di cui ci si fida di più, poi però i
valori assoluti devono essere messi in condizione di venire espressi o di dover essere riconsiderati. Una gara piena all’esordio e un tempo alla quarta giornata non mi sembrano dimostrare aver dato sufficienti chance per dimostrare qualcosa o per perdere terreno rispetto a altri che, certamente, pur facendo appieno il proprio dovere non hanno particolarmente brillato.
Sabato torna il Gaspe e viene Lo Monaco. Del secondo non ho motivo di parlare, ho sentito qualche rumor interno ma è stato troppo poco tempo da noi per potermi affezionare o per stappare bottiglie di spumante alla sua partenza, della serie non è che mi interessi troppo; sul Gaspe i ricordi sono tanti e tutti positivi, gli sono grato del Genoa che ha saputo mettere in campo. Come allenatore è ancora il mio preferito e sono sempre un suo tifoso, spero sabato
faccia il bravo e il genoano, e anche involontariamente lasci qui i 3 punti: dal canto mio guarderò sempre dove allena e tiferò sempre anche per lui. I genoani lo accoglieranno con un mare di applausi e con grande benevolenza: poi, per 95/100 minuti, saremo avversari, magari ci guarderemo in cagnesco, poi tutto tornerà come prima. Bentornato grande Gasperson, fai il bravo però!
Alla prossima.

Roberto Del Ponte

Martedì 2 ottobre 2012 alle 13:30:06
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