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Ultimo aggiornamento ore 22.42 del 21 Gennaio 2018

Il miracolo della capra e dei cavoli

Il miracolo della capra e dei cavoli

- Nel nostro spasmodico dis-impegno quotidiano, spauriti alla sola idea della solitudine, con quale cifra di intensità e sincerità (verso noi stessi) dispensiamo il nostro sentimento?

Senza ombra di pre-giudizio e nella bonarietà della riflessione, tale quesito tenta di stabilire una demarcazione tra ciò che “di noi è” e ciò che “di noi appare”, giacché tale apparire, non di rado, esorbita, denigra e svilisce l’ordine plausibile della nostra identità.

Tale sorta di ambivalenza, esemplata nella possibile dissimulazione, catalizza la nostra vita e la trattiene altrove, fuori di noi.

Il senso di vuoto che essa produce, non di rado accompagna la ricerca di un sentimento in qualche modo colmativo e confortante, che, tuttavia, non riesce a sottrarci né ad una forma di “eremitismo sociale” (l’“hikikomori” che pare oggi contagiare la gioventù del Sol Levante), né al mito autarchico del “self made man” , d’importazione oltremanica.

“L’origine delle emozioni, passioni e sentimenti è tipicamente determinata dal substrato culturale di una comunità: per questo non potrà mai esistere un sentire emozionale univoco ed universale”, citando una acuta considerazione di Massimo Cerulo.

In preda a tale contesto, le nostre capacità sensoriali so-stano, con somma frequenza, nell’ uso compulsivo del social, confuse tra le sue realtà pluri-livello.
Troppi desideri fuori rotta per poter pensare ad un coinvolgimento emotivo non troppo irrigidito dal predominio dell’ “essere per sé”.

Questa volta, l’attesa del miracolo di “salvare capra e cavoli”, di riuscire a conservare l’equilibrio tra le distinte e distanti posizioni, emotiva da una parte, econometrica dall’altra, è opzione ardita.

Ma la possanza trascendente del miracolo sta proprio nel suo “esistere per noi”. Nel credere che possa in ogni momento intervenire a districare l’inestricabile intreccio in cui ci siamo cacciati. E il volgersi al miracolo ha già in sé qualcosa di miracoloso.

Domenica 14 gennaio 2018 alle 11:00:06
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