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Ultimo aggiornamento ore 08.00 del 18 Gennaio 2018

La Regione assolda tre ispettori. Per raccontarci quello che sappiamo già

La Regione assolda tre ispettori. Per raccontarci quello che sappiamo già

- Che i treni italiani funzionino piuttosto male è un dato di fatto, cosi come è assodato che i biglietti e gli abbonamenti nel nostro paese siano i più bassi d'Europa.
In Liguria, terra stretta e congestionata dal traffico su gomma, la questione ferrovie è di primaria importanza: i pendolari, ma non solo loro, hanno eletto il trasporto su ferro come l'unico sistema economicamente sostenibile per i loro spostamenti.
Ma se sul piano economico la sostenibilità è garantita (due viaggi in macchina La Spezia - Genova superano, in euro, il costo dell'abbonamento mensile a Trenitalia) su quello psicologico le cose vanno in modo diverso.
Ritardi, soppressioni, sporcizia, sono solo alcuni dei disagi che, giorno per giorno, deve sopportare chi viaggia in treno.
Gli annunci automatici delle stazioni (ma è proprio necessario prevederne cosi tanti, dai "bagagli incustoditi che saranno controllati dalla polizia" al "severamente vietato attraversare i binari", rispettato da tutti tranne che dal personale Fs?) rimbalzano di secondo in secondo le continue variazioni alla vita dei pendolari: il treno X è in ritardo di 20 minuti, quello Y di 35, il treno Z oggi "non è stato effettuato", scusandosi per il disagio.
Poi le "avverse condizioni meteo" (e me le immagino, queste condizioni avverse, nel paese del mare e del sole!) che ritardano i viaggi anche di cinque ore ("we apologise for the inconvenience this may cause", dice la traduzione inglese, con quel "may", condizionale, che fa imbufalire gli anglisti).
Altra questione di assoluto rilievo è quella della pulizia sulle carrozze: i treni che provengono dal Sud, dopo ore di viaggio, nessun controllo e zero pulizia, sono un vero attentato alla pubblica sicurezza, roba da interessare il ministro della salute.
Le porte poi: quante possibilità ci sono che una porta non funzioni? Beh, certo, i treni sono veicoli e come tali soggetti a rotture, ma è normale che su 16 porte 5 o 6 non funzionino?
Si, in Italia è normale.
E nel gioco delle rispettive responsabilità l'assessore ai trasporti della regione Vesco ha deciso di assoldare tre ispettori che, fingendosi pendolari, controlleranno, da oggi, tutto ciò che non funziona, cosi da trasformare la lamentela in multe per Trenitalia.
La decisione è tutta tecnica, direi quasi legale: per i pendolari, infatti, non ci sarà alcun vantaggio.
Da oggi la Regione paga tre persone per dire a Trenitalia quello che tutti sanno già: i treni sono sporchi e le porte non funzionano.
Forse, più che gli ispettori, servirebbero tre operai: capaci di dare olio alle porte, ripristinare il riscaldamento e dare una pulita alle poltrone.
Per rendere più civile, al di la dei rapporti tra enti, la vita di chi, al treno, non ha alternative.

Lunedì 29 novembre 2010 alle 11:30:47
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