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Ultimo aggiornamento ore 22.42 del 21 Gennaio 2018

La gioia di guardare la Samp battere il Palermo insieme a mio figlio

La gioia di guardare la Samp battere il Palermo insieme a mio figlio

- Carissimi Amici Blucerchiati, la sfida con il Palermo è andata bene, la Samp ha vinto e convinto, sono arrivati tre punti meritati, Viviano ha chiuso il match senza subire reti, e Cassano ha dimostrato di essere tornato, alla faccia degli scettici. Ci voleva proprio questo vittoria, alla vigilia della sosta e del Natale; una boccata d'ossigeno anche per la classifica, certo, ma un premio per tutti, e per Montella in primis; ora ci sarà da preparare il derby, ed è importante avere potuto constatare i primi frutti del lavoro di Vincenzo e del suo Staff. Anche i Tifosi sono stati ripagati del sostegno sempre presente e dell'affetto che hanno saputo estrinsecare in questi ultimi tribolati tempi. Si avvicina gennaio, e con esso la finestra di mercato; di sicuro la società si muoverà, per venire maggiormente incontro alle esigenze del Tecnico. Già si parla del possibile sacrificio di Pereira, in una operazione con il Leicester di Ranieri, che porterebbe grande plusvalenza al Club blucerchiato: una sorta di super operazione come quella di Mustafi al Valencia. Ma torniamo alla scorsa domenica, ricca di speranza, di passione, e alla fine di gioia. Sono andato allo Stadio accompagnato da Nicolò, il baby di famiglia, che ha appena compiuto 6 anni. Per lui andare a Marassi ha già un imprescindibile programma: prima di tutto, la vestizione a casa, dove rispetto allo scorso anno ha rinunciato finalmente a voler portare con sé i guanti da portiere (ha iniziato a difendere la porta del glorioso G.Mora, oggi ribattezzato Athletic... ), per identificarsi maggiormente nel suo idolo, Viviano Emanuele (lo chiama così...); poi la solita domanda sull'ascensore: "Matteo (il cugino diciassettenne...) dove va? Dove si mette?"... e solita risposta: "Nella SUD, come noi, però lui va di sopra, negli Ultras, noi stiamo di sotto, così siamo vicini al bagno..."; già, perché anche domenica, il bisogno era in agguato; e così via, nel corso della ripresa, a passare la fila della gradinata: "Scusate, eh? Prima aveva fame, ora andiamo al bagno!"; e così, mentre siamo dove dobbiamo essere, ad espletare le funzioni fisiologiche, alè, segna Ivan, e lo stadio rimbomba, è il gol del 2-0: "Te-lo-lì, mi hai fatto perdere il gol", dico, e intanto penso che non mi era mai capitato, nonostante la mia lunga militanza, di aver vissuto una segnatura nel bagno dello stadio! "Ma Papà -dice Nic- io non ho visto neanche il primo!"; "E per forza, ogni tanto ti siedi e giochi con le figurine sul sedile azzurro!"; torniamo al nostro posto, e per raggiungerlo, al centro della Gradinata, per la quarta volta, in stile navetta, disturbiamo i presenti, che ci sorridono però come non mai; un signore si rivolge a Nico: "Mia, Nin... non è che devi andare a fare ancora un po' di pipi? Così magari facciamo anche il terzo!"; finisce la partita, e adesso: "Andiamo a prendere la pizza da Gomez!". Accidenti come imparano in fretta questi bambini, gli usi e i costumi del Tifoso; sembra ieri, quando dicevo le stesse cose ai miei coetanei pivelli. Sms a casa a moglie e figlia: "Abbiamo vinto! Prendo pizza per tutti?"; risposta entusiastica ed affermativa. Saliamo in Vespa: ecco il momento più bello per Nicoletto: sventolare la bandierina personale dopo una vittoria; mi accorgo che è felice, perché commenta, ride, si entusiasma. Gli piace proprio farla sventolare. Questa situazione mi fa andare indietro nel tempo, tanto indietro: in corso Italia, con la A112 gialla di mio zio Giacomo: anni settanta, solita Sampdoria dei recuperi incredibili nel girone di ritorno, obiettivo un'altra miracolosa salvezza: due partite di fila in casa, Samp-Foggia, con in porta il baffuto Trentini, vitale 2-0, e una settimana dopo, fondamentale altro successo, 2-1 al Varese, non mi ricordo più chi ha segnato per noi, e invece, figurati un po', rammento incredibilmente il nome del goleador lombardo, ed anche come lo ha fatto, al volo, sotto la Nord, questo Carelli! In macchina, fermi al semaforo: io, con la bandiera fuori dal finestrino, non di quelle comprate, ma di bella e antica stoffa, fatta e cucita alla grande dalla nonna Irma, e che adesso sta appesa in una stanza di casa; all'epoca c'era solo la radiolina, ma non tutti se la portavano appresso, di domenica, in corso Italia: arriva un signore che ricordava vagamente il cronista di novantesimo minuto, Franco Strippoli: ha la faccia della Madonna addolorata, si capisce che è in ansia; non chiede niente, ma non bisogna essere dei geni per capire che vuole sapere il risultato: quella è roba mia, penso, mio zio mi lascia sfogare, e declamare: "Abbiamo vinto, 2-1!"; il signore guarda al cielo, il volto si distende in un sorriso liberatorio, si fa il segno della croce e poi ci saluta; è venuto verde, e l'A112 è ripartita... Torniamo a noi, in Vespa, con Nic che ha giustamente preteso che suonassi un po' il clacson; finalmente a casa: "Così potrò vedere in tivù i gol di Soriano e Ivan; ciao Mamma, lo sai, ha vinto 2-0 la squadra di Montella!"

Buon Natale a tutti, anche da Nicolò...

Giovedì 24 dicembre 2015 alle 08:45:48
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