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Ultimo aggiornamento ore 17.25 del 21 Gennaio 2018

La recensione: "Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta" di Robert Pirsig

La recensione: `Lo Zen e l´arte della manutenzione della motocicletta` di Robert Pirsig

- "Una Grande Avventura, a cavallo di una motocicletta e della mente; una visione variegata dell'America 'on the road', dal Minnesota al Pacifico; un lucido, tortuoso viaggio iniziatico. Qual è la differenza fra chi viaggia in motocicletta sapendo come la moto funziona e chi non lo sa? In che misura ci si deve occupare della manutenzione della propria motocicletta? Mentre guarda smaglianti prati blu di fiori di lino, nella mente del narratore si formula una risposta: ""Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore"". Questo pensiero è la minuscola leva che servirà a sollevare altre domande subito incombenti: da che cosa nasce la tecnologia, perché provoca odio, perché è illusorio sfuggirle? Che cos'è la Qualità? Perché non possiamo vivere senza di essa?"
Non un semplice romanzo ne un testo filosofico ma un unione dei due: Pirsig racconta, descrive e illumina come pochi scrittori sono riusciti a fare. Usa se stesso, e la sua avventura con il figlio in un coast to coast americano, come trampolino di lancio per le sue idee, per questa sua “battaglia” filosofica nel decifrare la Qualità, intesa non come il semplice giudizio ma come metafisica dell’esistenza stessa. Il racconto del viaggio è intenso, ricco di descrizioni particolareggiate che creano un circuito ed un filo conduttore nella storia del protagonista che è lo stesso autore. Autobiograficamente Pirsig racconta e si racconta scoprendo sempre se stesso, il suo io primitivo, la parte della sua personalità cancellata dalla terapia con elettroshock, quella parte che in passato lo aveva portato alla follia ma che durante il viaggio spinge alle porte dell’inconscio per poter riemergere. La sua storia viene rivelata lentamente mentre si scorre all’interno dell’opera, come in una ricerca continua, ricerca del proprio io dimenticato che si affianca a quel bisogno prorompente di “sapere”, nel dare una definizione dell’ “essere” che l’autore tenta di esprimere attraverso il delinearsi della “metafisica della qualità”.
"Io ho la tendenza a fissarmi su un problema filosofico e a girarci intorno in cerchi sempre più stretti che, alla fine, o fanno saltar fuori una risposta oppure diventano così involuti, così ripetitivi, da essere pericolosi per la mia salute mentale"
Questa frase è lo specchio di ciò che fuoriesce dal testo, ogni pagina trasmette quel bisogno innato di risposte che ha caratterizzato il passato dell’autore, che lo ha portato alla follia e che spiega il motivo per cui sia così restio a riprendere le sue indagine filosofiche. La differenza però, in questo “flash back” personale, è la presenza del figlio Chris, che gli darà il coraggio e la forza d’animo necessari per spingersi oltre ed affrontare i quesiti alla base dell’esistenza che per tutta la vita lo hanno assillato.
Ma l’eccezionalità di questo “romanzo” non sta solo in questo ma nel mezzo con cui Pirsig spiega i suoi pensieri e le sue idee: lo fa attraverso la sua motocicletta, la tecnologia vista, non come semplice insieme tecnologico, ma come fonte di conoscenza dove nei suoi circuiti meccanici si può scorgere il Buddha. Quello dell’autore è un tentativo di avvicinare due mondi che da sempre sono stati tenuti separati, quello scientifico e quello umanistico, lo fa attraverso citazioni e chiamando in causa alcuni tra i principali filosofi della storia come Platone ed Aristotele ma soprattutto appoggiandosi alle filosofie orientali di origine “panteista”, le uniche capaci di scovare il “tutto” nella “singola parte”, una capacità che il manicheismo occidentale non è mai riuscito nemmeno ad avvicinare se non con deboli tentativi (vedi Plotino).
Un testo di incredibile impatto personale, sicuramente non di facile lettura, soprattutto nelle parti di stampo prettamente filosofico, ma consigliato per l’eccezionale intensità spirituale e di pensiero che trasmette attraverso ogni pagina.
L’AUTORE:
Robert Pirsig nasce a Minneapolis il 6 settembre 1928, è uno scrittore e filosofo statunitense. Fu un bambino precoce, con un QI di 170 all’età di 9 anni; cominciò gli studi all’università del Minnesota nel 1943 e dopo essere stato costretto a ritirarsi e aver prestato servizio militare in Corea, ritornò negli Stati Uniti dove conseguì il diploma universitario nel 1950. Frequentò l'Università induista di Benares in India per approfondire ulteriormente la filosofia orientale. Nel 1954 sposò Nancy Ann James, e la coppia ebbe un figlio, Chris, nel 1956, e un secondo figlio, Theodore (Ted) nel 1958. Mantenendosi con lavori precari e insegnando l'inglese alle matricole, Pirsig tra il 1960 e il 1963 trascorse parecchi periodi in clinica per problemi psichici susseguenti un esaurimento nervoso; fu curato anche con l'elettroshock. Nel 1978 Pirsig divorziò da Nancy e sposò nello stesso anno Wendy Kimball. La coppia ebbe una figlia, Nell, nel 1981. Pirsig ha pubblicato poche cose oltre a questi due importanti libri e ha sempre cercato di evitare la vita pubblica, solcando frequentemente l'Oceano Atlantico in barca, dopo aver vissuto in vari posti degli Stati Uniti, della Svezia e dell'Inghilterra. Nel 1979, il primo figlio di Pirsig, Chris - che ha avuto un ruolo importante nel romanzo "Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta" - fu accoltellato a morte nel corso di una rapina a San Francisco.
TITOLO: “LO ZEN E L’ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA MOTOCICLETTA” TITOLO ORIGINALE: “ZEN AND THE ART OF MOTORCYCLE MAINTENANCE” AUTORE: ROBERT M. PIRSIG EDITORE: GLI ADELPHI PREZZO: 9,00 €

Domenica 23 agosto 2009 alle 11:00:52
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