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Ultimo aggiornamento ore 10.00 del 20 Gennaio 2018

La recensione: "Nelle terre estreme" di Jon Krakuker

La recensione: `Nelle terre estreme` di Jon Krakuker

- In molti sognano una vita diversa, una vita d’avventure, lontano dalla routine di tutti i giorni, dagli uffici, dalla frenesia cittadina; ma in pochi hanno davvero il coraggio di abbandonare tutto ciò che hanno per realizzare questo sogno.
Lasciare amici, famiglia, stabilità per andare incontro a un futuro incerto è in effetti una scelta difficile e per la maggior parte delle persone rimane un pensiero su cui costruire, con la propria fantasia, una realtà diversa, solo immaginata, ma comunque utile a sfuggire da una vita che del tutto non li ha soddisfatti.
Ci sono invece persone che non ci stanno a vivere nell’infelicità, stanchi di conformismo e tradizionalismo, si lasciano trasportare dal loro spirito avventuriero: “La gioia di vivere deriva dall'incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell'avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso...”.
Quest’ultima frase è tratta da una lettera indirizzata ad un amico dal protagonista di “Nelle terre estreme”, di Jon Krakauer: Christopher McCandless.
Chris è stato uno di quei “pochi” che, infelice della sua vita, ha trovato in un sogno la forza di cambiare radicalmente esistenza, abbandonando tutto ciò che aveva per andare incontro ad un futuro ignoto.

“Nelle Terre Estreme” racconta la storia di Christopher McCandless che nell'estate del 1990, a ventidue anni, dopo essersi laureato, soddisfacendo così le aspirazioni dei genitori, dà in beneficenza tutti i suoi risparmi e parte verso la natura selvaggia.
Assumerà una nuova identità, si farà chiamare da quel momento Alexander Supertramp, viaggierà per due anni e il suo pellegrinare si concluderà tragicamente tra le nevi dell’Alaska dopo 113 giorni vissuti sfidando la fame, il freddo e la natura ostile che lo circondava.
Chris venne trovato morto da un cacciatore e vicino al suo corpo venne ritrovato un diario su cui aveva annotato, scrivendo sempre in terza persona, giorno per giorno, finché ne ebbe la forza, la vita e la lotta per la sopravvivenza in quei luoghi ostili; ed è proprio da questo “libro di memorie” che l’autore trae il materiale per raccontare le ultime terribili settimane di vita di Chris. Anche se per quasi un anno, dal maggio 1991 al suo arrivo in Alaska , il ragazzo interruppe il diario, in coincidenza con la rottura della sua macchina fotografica.
L'autore è riuscito però a "riempire" anche quel periodo, perché quasi tutto il libro è denso di colloqui con le persone che avevano conosciuto e frequentato quel ragazzo nei due anni del suo avventuroso viaggio attraverso gli States e, grazie ai quali, è stato possibile per l'autore ricostruire in modo dettagliato tutto il percorso.

Krakauer, anch’esso amante di alpinismo e viaggi avventurosi, ci racconta la storia di Christopher con estrema imparzialità, sapendo rappresentare la psicologia, la sete di avventura e di libertà che il giovane, sfidando i suoi limiti, decide di vivere.
Questo classico della letteratura “di viaggio” prende vita inizialmente da un articolo, pubblicato dallo stesso autore per l’Outside Magazine in cui descriveva l’affascinante e drammatica esperienza di questa sfida, articolo che ebbe enorme risonanza mediatica e che spinse Krakauer ad approfondire, con l’aiuto dei familiari di Chris, i suoi ultimi due anni di vita e i motivi di una scelta così estrema e di una fine ancor più difficile da accettare.
L’autore evidenzia alcune domande che si pone e che pone al lettore all’interno del suo raccontare: perché tanti giovani americani sono così attratti dal rischio? Quanto sono influenzati dalle difficoltà delle famiglie d’origine? La ricerca di una vita autentica, di un significato da dare all’esistenza, può condurre a scelte così estreme?
Domande a cui non è facile dare una risposta ma che attraverso la lettura ci danno modo di riflettere su cosa abbia realmente spinto un ragazzo poco più che ventenne ad abbandonare ogni cosa per poi trovare la morte tra le nevi dell’Alaska.

Molto più di una biografia; carico di citazioni, poesie e documenti questo libro ci porta a conoscere non solo il suo protagonista ma quel bisogno di sentimenti assoluti che è dentro ogni uomo, ci porta in un viaggio interiore che lo stesso lettore compie a fianco del protagonista.
Nel 2007 “In to the Wild” (titolo originale del libro) viene riadattato per il grande schermo, diretto da Sean Penn, con protagonista Emile Hirsch che verrà premiato per la sua drammatica interpretazione di Christopher McCandless con il premio di miglior attore del National Board of Review.

Jon Krakauer (Brookline, 12 Aprile 1954) è un saggista ed alpinista statunitense, conosciuto per i suoi libri riguardanti la vita all’aria aperta e l’alpinismo, nel 2003 ha iniziato a dedicarsi al giornalismo investigativo. “Nelle terre estreme” è il suo secondo libro, uscito nel 1996 è stato preceduto da “Il silenzio del vento” (1990) e seguito da altri due lavori: “Aria Sottile” (1997) e “In nome del cielo” (2003).

TITOLO: “NELLE TERRE ESTREME”
TITOLO ORIGINALE: “INTO THE WILD”
AUTORE: JON KRAKAUER
CASA EDITRICE CORBACCIO
PREZZO: 16,60 EURO

Martedì 3 febbraio 2009 alle 19:30:24
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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