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Ultimo aggiornamento ore 11.00 del 21 Gennaio 2018

La recensione: "Racconti di orchi, di fate e di streghe" di Mario Lavagetto

La recensione: `Racconti di orchi, di fate e di streghe` di Mario Lavagetto

- Nel buio della sera le nonne hanno raccontato e in molte parti d’Italia raccontano ancora adesso, innumerevoli favole ai bambini raccolti intorno al fuoco, nei più antichi e svariati dialetti e attraverso dimenticate teatralizzazioni fatte di gesti, pause e ammiccamenti: una forma elementare di intrattenimento popolare, l'oralità pura, tramandata dalla storia, del tutto indipendente dalla scrittura.
Racconti di orchi, di fate e di streghe non è altro se non una meravigliosa raccolta di fiabe che ritroviamo negli angoli della nostra mente, ascoltate centinaia di volte nelle più svariate varianti e portate su carta da alcuni dei più grandi autori della letteratura italiana.
Il sottotitolo La Fiaba letteraria in Italia indica chiaramente che stiamo parlando di fiabe scritte, depositate nella tradizione della letteratura italiana che fino a metà Ottocento è stata molto sospettosa nei confronti della favola: fiabe scritte che trovano la loro linfa quasi sempre nello sterminato patrimonio fantastico della tradizione orale, ma che lo adattano, lo arricchiscono, ne spostano gli equilibri narrativi in base alla sensibilità 'poetica' e stilistica dell'autore. Nasce così un paradosso: da prodotto strettamente popolare, la favola non può essere comunicata se non a voce in un ambiente familiare, con infinite varianti da famiglia a famiglia e dunque con l'impossibilità che diventi uno “scritto”; quando invece la fiaba assume forma testuale divenendo parole su carta diventa una creazione d'autore ed entra a far parte della letteratura dimenticando o quasi cancellando le origini orali di queste storie.

Mario Lavagetto e Anna Buia si avvicinano al fiabesco senza mezzi termini: conoscenza, erudizione, classificazione, unite e motivate dai loro desideri di destabilizzare in senso positivo il lettore di fronte ad una voce che arriva da un confine labile e indefinito. Un misterioso e affascinante abbandonarsi alla fantasia.
I curatori ricostruiscono e scoprono il contenuto, le variabili, le contaminazioni e le sfumature di una storia, attraverso uno studio, un lavoro, e una classificazione esatta e lineare, pur riconoscendo i limiti della linguistica del territorio italiano.
Racconti di orchi, di fate e di streghe ci ricorda che dal Cinquecento al secondo Ottocento di raccolte di fiabe d´autore ce ne sono state molte poche, all´incirca una per secolo: Le piacevoli notti di Giovan Francesco Straparola (1550-1553), il Cunto di Basile (1634-1636), le Fiabe teatrali di Carlo Gozzi (1761-1765). E’ solo in seguito e grazie al lavoro dei tanti 'folkloristi' che nell´Ottocento giravano nelle varie contrade raccogliendo dalla viva voce dei narratori storie fantastiche da raccontare e tramandare che l’interesse per la favola si riaccende negli scrittori e durerà per tutto il Novecento.

Dei diversi tipi di fiaba (fiaba di vita, fiaba di animali) l'antologia privilegia le fiabe di contenuto prodigioso: la fiaba è, secondo Lavagetto, "racconto di cose che non possono essere accadute e che per molti aspetti sono in irreparabile contrasto con la verosimiglianza". Nel mondo fiabesco, in cui il tempo è indefinito o arbitrario e lo spazio altrettanto indefinito e deformabile, si aggirano personaggi identificabili solo dal nome fiabesco: Pollicino, Biancaneve, Cenerentola, Raperonzolo. Benché provino emozioni e desideri, costoro non hanno una psicologia: tutto ciò che accade loro rimane su una smagliante superficie. I variegati elementi della fiaba (personaggi, situazioni, magie, vicende) possono perciò essere scomposti e ricomposti in infinite e affascinanti combinazioni e riutilizzati in racconti completamente diversi. Le fiabe, qui disposte in ordine cronologico, sono state scelte in modo da documentare almeno una volta tutte le trame più ricorrenti e diffuse nella tradizione italiana e sono accompagnate da un apparato funzionale, con note di servizio e una scheda che colloca ciascun testo nel panorama intricatissimo della fiaba e dei suoi motivi ricorrenti.

Racconti di orchi, di fate e di streghe. La fiaba letteraria in Italia è davvero un lavoro attento e lucido che va dalla definizione di fiaba all'analisi precisa di alcuni concetti fondamentali nel mondo narrativo fantastico, come il tempo, lo spazio, il contesto, i personaggi, la morfologia e la ripetizione.
Un lavoro tutto italiano che non può mancare nella nostra biblioteca: da leggere e raccontare per farci tornare bambini e per non dimenticare un tassello straordinario della cultura folkloristica italiana.

Biografia
Mario Lavagetto, parmigiano, allievo di Giacomo De Benedetti, ha insegnato Teoria della letteratura all'Università di Bologna. È tra i maggiori studiosi dei rapporti tra psicoanalisi e letteratura. Adopera infatti la psicoanalisi come metodo per indagare e smascherare il funzionamento dei testi letterari dal Canzoniere di Umberto Saba - La gallina di Saba è il suo primo saggio uscito nel 1974, ai romanzi di Italo Svevo di cui egli ci ha recentemente dato in tre Meridiani-Mondadori da lui diretti, l'Opera Omnia; cinquemila pagine la prima edizione critica, commentata con una dettagliata cronologia che ricostruisce l'intero sistema Svevo per la prima volta. Nel 1997 ha vinto il premio Natalino Sapegno e il premio Cesare Musatti. Ha curato per la “Biblioteca dell'Orsa” una raccolta di opere narrative di Italo Svevo, Zeno (1987) e per la “Biblioteca della Pléiade”, sempre di Svevo, i Romanzi (1993).


TITOLO: “RACCONTI DI ORCHI, DI FATE E DI STREGHE”
AUTORE: MARIO LAVAGETTO (a cura di)
EDITORE: MERIDIANI MONDADORI
PREZZO: 55,00 € (a 39,00 € per tutto il mese di gennaio)

Domenica 19 aprile 2009 alle 12:30:08
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