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Ultimo aggiornamento ore 14.15 del 19 Gennaio 2018

La teoria della memoria riflessa

La teoria della memoria riflessa

- Chissà se ciò che rimane impresso nella memoria, a seguito di una casuale coincidenza di sguardi, ha effetto reciproco. Tento di dispiegare meglio la questione.

Vi sono delle circostanze in cui il volto di una persona estranea resta, per qualche insondabile motivo, impresso più di altri nella memoria. E questo volto pare, per un attimo, restituirci la nostra stessa intensità, riflettere il nostro sguardo e la nostra essenza.
Capita, talvolta, di provare immediata familiarità per una persona, come la conoscessimo da sempre. Come se vi potessimo scorgere, forse dissennatamente, casa.
Un estemporaneo, subliminale riflesso della nostra stessa attenzione, che induce simpatia, emozioni; vanità che dilata la memoria in forza dell’immaginazione.

Non è dato ora sapere in quale misura sussista tale inconscia “ricerca dell’altro” e se la sensazione inviata dall’emittente implica analogo pathos nel ricevente.
L’insolito tema, tutto sommato non più insolito né meno sensato di altri, potrebbe rappresentare una libera trasposizione del testo de “Le passanti” di De André (cui si rimanda).

Tuttavia, questa desiderata coincidenza di emozioni estranee non può trovare immediata riscontro né validazione: consci che le ragioni inflessibili del senso comune potrebbero infrangerla con la stessa velocità con la quale si è manifestata, risvegliando bruscamente dal sogno.
Nonostante tutto, ciascuno é aggiogato, sottomesso alle fantasie della propria vanità e delle proprie illusioni. E alle proprie ostinate speranze.

Nondimeno, in questa estraneità di destini e di cuori incogniti, intercettare un battito assonante é un irrefrenabile, irriferibile desiderio. Sotto mentite spoglie, si divincola e scalpita la memoria, trovando appagamento e misura nell’altrui, ormai passata, attenzione, trattenendola come ricordo di merito, costitutivo di un’identità. Quell’identità tratteggiata da Margherita Guidacci, che implacabilmente afferma: “Sono una poetessa, una farfalla, un essere delicato con le ali. Se le strappate, mi torcerò sulla terra, ma non per questo potrò diventare una lieta e disciplinata formica”.

Domenica 26 giugno 2016 alle 10:00:41
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