Notizie cronaca genova Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 13.42 del 23 Gennaio 2018

Lettere/Direttiva Bolkestein: ambulanti pronti alla rivolta

Lettere/Direttiva Bolkestein: ambulanti pronti alla rivolta

- La direttiva europea Bolkestein è diventata legge il 5 luglio e, come immaginavamo, la sua
attuazione ha avuto degli effetti devastanti: tutti, infatti, hanno ora preso coscienza che nel 2017 tutte le concessioni andranno rimesse a bando e che ai titolari delle concessioni saranno garantiti soltanto 40 punti su 100 di riavere il proprio posto; nel 2026, poi, il punteggio sarà azzerato.
Questa legge ha l'effetto immediato di azzerare le compravendite delle nostre attività, poiché nessuno comprerebbe più un banco senza certezze per il futuro: in sostanza le nostre attività, pagate decine di migliaia di euro, con l'introduzione della Bolkestein non valgono più nulla.
Con queste premesse non si può fare a meno di pensare che la Bolkestein altro non sia che una grande speculazione, che costerà alle 170mila famiglie che svolgono questo lavoro otto miliardi e mezzo di euro, perchè ogni banco ha un valore medio di 50mila euro e basta fare una moltiplicazione per scoprire che anche l'Italia, con questa direttiva, in un attimo è diventata molto più povera e non solo di denaro ma anche di "diritti" che quotidianamente stiamo tutti perdendo.
Questa direttiva europea nasce su richiesta dei grandi potentati economici: il signor Bolkestein probabilmente non sa neanche cosa sia un mercato: basta leggere il documento per capire chi sia colui che ha commissionato l'ingresso nel sistema delle ditte individuali, di grandi cooperative, società di capitali e società a responsabilità limitata.
Il nuovo status quo ci spaventa molto, perché esiste un'altra direttiva che obbligherà i comuni a privatizzare e autogestire tutti i beni pubblici: a quel punto sarà praticamente
impossibile competere con i giganti monopolistici della grande distribuzione che hanno un solo obiettivo, abbattere l'unico concorrente rimasto in piedi, i mercati rionali con i loro 170mila ambulanti.
Le stesse considerazioni valgono anche per i mercati alimentari che occupano posti molto ambiti in tutte le città.
Noi no staremo certamente a guardare: si preannuncia un autunno caldissimo e ci dichiariamo pronti a tutto per impedire la morte dei mercati e la nascita di nuovi poveri.
Tante saranno le manifestazioni di protesta e certamente in tutta Italia si parlerà di Genova perché scateneremo "l'ira di Dio".
E' stupefacente il fatto che siano stati utilizzati due pesi e due misure: anche le edicole facevano parte della Bolkestein (essendo anche loro una concessione comunale), ma loro sono stati tenuti fuori dalla direttiva perché dichiarate "piccoli presidi culturali": siamo contenti per loro, perché vuol dire che la loro associazione nazionale ha veramente curato gli interessi della categoria; allo stesso tempo, però, non riusciamo a comprendere perchè i mercati, che sono nati prima di Cristo e fanno parte della nostra storia e della nostra cultura, non abbiano ricevuto lo stesso trattamento.
Noi, quindi, proponiamo di dichiarare i mercati "patrimonio dell'umanità", perché nelle piazze dove si svolge questa attività le persone si incontrano, si conoscono, comunicano fra loro e, stando insieme, diventano amici, imparando a coesistere: questa è una parte della cultura che ha generato il nostro progresso e ci dice che senza il nostro passato non c'è futuro.

Venerdì 24 agosto 2012 alle 12:40:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Notizie Genova






























Uffici redazione: Palazzo Ducale, primo piano del cortile maggiore
Piazza Matteotti 9, 16123, Genova - tel. (+39) 010 8935042 fax (+39) 010 8934973

Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News