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Ultimo aggiornamento ore 08.00 del 18 Gennaio 2018

Lo stato e i facinorosi: chi è il più forte?

Lo stato e i facinorosi: chi è il più forte?

- Una multa per un omicidio, trent'anni di galera per un divieto di sosta. A giudicare dalle stravaganti interpretazioni della realtà sociale del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive sembra opportuna una sostanziale revisione dei Codici civile e penale e delle loro rispettive procedure. Dopo una settimana folle (durante la quale si è cercato di sostenere che la tessera Cuore Rossonero, che per le nostre autorità dovrebbe avere lo stesso valore di quella del SuperBasko, avrebbe miracolosamente pacificato i tifosi di Milan e Genoa), dopo le assurdità del weekend, dopo il "liberi tutti" delle scorse settimane, ecco che il nostro calcio (sarebbe meglio dire "il loro") tira indietro le lancette del suo orologio biologico e ritorna al passato. Ai tifosi napoletani, quindi, è stata vietata la trasferta a Marassi: biglietti vendibili solo ai residenti in Liguria (come se in regione non ci fossero partenopei a sufficienza da riempire il "Ferraris") e restrizioni assortite per tutti. Dal sottoscritto nulla da eccepire, la partita è in effetti catalogabile tra quelle ad alto rischio: la curiosità, semmai, mi spinge a chiedere perchè lo stesso osservatorio, qualche giorno prima, avesse invece declassato tutte le altre sfide, Genoa - Milan compresa, a semplici situazioni da "attenzionare" senza imporre divieti. Quella decisione, contestata da chiunque avesse titolo ad esprimere un parere, ha determinato lo spreco di danaro pubblico (speso per rimuovere e poi riposizionare, inutilmente, centinaia di cassonetti), la blindatura di un quartiere e, in definitiva, ha privato trentamila cittadini del semplice piacere di assistere ad una partita di calcio. Una settimana più tardi (non un anno) tutto cambia e Doria - Napoli, che di certo non presenta gli stessi rischi della partita della scorsa domenica, viene chiusa a chiunque non abbia il nostro accento (o quasi). Errare è umano, perseverare è diabolico, dice il vecchio adagio, quindi accogliamo con tiepido favore questo cambio di rotta. La tiepidezza è dovuta alle difficoltà pratiche di applicare il provvedimento: se qualche centinaio di napoletani salirà (come è molto probabile che accada) sopra un treno diretto a Genova e si presenteranno di fronte ai cancelli della gabbia nord, siamo proprio sicuri che verranno ricacciati indietro? Per una referenza sull'argomento vi invito a riguardare le immagini di Juventus - Napoli, trasferta vietata ai partenopei, e soffermarvi sul settore ospiti : pieno di sciarpe azzurre come se nulla fosse. Gli italiani hanno qualità diverse rispetto al rigore della loro parola, questo lo sappiamo anche noi, ma finché dobbiamo rassegnarci ad un economia ballerina, alle tasse sproporzionate, al ritardo dei treni, passi; rassegnarci al pensiero che il nostro stato sia in mano ai facinorosi, no. Si autorizzi o si vieti, nel pieno delle proprie responsabilità: poi si facciano rispettare le decisioni, senza tentennamenti o pericolose retromarce.

Martedì 11 maggio 2010 alle 16:01:31
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