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Ultimo aggiornamento ore 08.00 del 18 Gennaio 2018

Marotta e Del Neri alla Juve: splendori ed insidie di una scelta pericolosa

Marotta e Del Neri alla Juve: splendori ed insidie di una scelta pericolosa

- Come doveva essere è stato. La folle corsa, il trionfo e gli addii.
Un copione perfetto, recitato a meraviglia, andato in scena per trentotto settimane e concluso tra due ali di folla.
E' finita così, tra la gioia intontita dei tifosi e le lacrime dei protagonisti, la storia blucerchiata di Beppe Marotta e Gigi Del Neri. Storie diverse, accomunate da un saluto commosso e da una cavalcata trionfale che ha portato tutti in Champions League.
Il "Direttore" ha percorso tutta la strada: arrivato otto anni fa sull'orlo di un baratro chiamato serie C, Marotta ha saputo costruire, mattone dopo mattone, la squadra che ha incantato la Genova blucerchiata e sconvolto i piani di mezza serie A.
"Gigi", invece, ha spiegato le ali per un solo battito, sufficiente a lasciare un'impronta pesante.
Non resteranno, Gigi e Beppe: entrambi sono stati sedotti dalla sirena torinese, quella che spesso ha cantato in direzione Liguria e privato la Sampdoria di talenti e affetti.
Ma, anche in questo caso, la similitudine finisce all'atto in se, alla firma posta su un contratto. Perchè mentre Marotta avrà una scrivania prestigiosa e un mucchio di quattrini da gestire, a Del Neri resteranno le gatte da pelare.
In una squadra travolta dalla pressione e dagli errori, il mister di Aquileia sarà chiamato a compiere un miracolo mille volte superiore a quello riuscito qui.
Competere con l'Inter, questo vogliono i tifosi bianconeri: lo vogliono subito e non esiteranno a fischiare al primo passaggio sbagliato o all'amichevole estiva giocata sotto tono.
Vincere, farlo subito, questa è l'unica opzione per la Juve e i suoi tifosi: ma per centrare un obiettivo simile non basterà l'intelligenza manageriale di Marotta o l'acume tattico di Del Neri.
L'Inter è molti, troppi passi avanti e mentre Marotta avrà il tempo di costruire (e magari anche di sbagliare) nel comfort della palazzina di Via Galileo Ferraris, Del Neri sarà esposto alle intemperie di una stampa che non perdonerà il minimo errore.
Dispiace che Del Neri lasci l'oro di Genova, perchè ha dimostrato di essere un grande uomo prima ancora che un grande allenatore, ma osservando la scelta con distacco concludo che lui abbia sbagliato.
Il campo mi smentirà ma oggi, 17 maggio, i rischi appaiono immensi: il mare di folla, che ieri lo ha portato in trionfo, si affezionerà al nuovo mister e continuerà a sostenere questa maglia. Il deserto che spesso accompagna la Juventus all'Olimpico invece, potrebbe quasi non accorgersi di lui.

Lunedì 17 maggio 2010 alle 18:40:46
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