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Ultimo aggiornamento ore 14.45 del 23 Gennaio 2018

Nuovi passaggi di migranti e consueti venti di intolleranza

Nuovi passaggi di migranti e consueti venti di intolleranza

- Sono sbarcati in mattinata a Voltri, al terminal Vte, sotto lo sguardo vigile delle forze dell'ordine i 456 profughi provenienti da Lampedusa. Alle 10 era già tutto finito, tutti i migranti sono stati caricati su pullman diretti nel Nord-Italia, nessuno di loro, difatti, si fermerà nella nostra regione.

Finisce così la travagliata questione dei migranti, patata bollente che ha scatenato battibecchi nelle stanze della politica genovese. Con l'arrivo e solo il passaggio di questi uomini e donne, esseri umani che hanno lasciato alle spalle la loro vita, pagato dei traghettatori incuranti di loro e rischiato una vita di fatiche, finisce la campagna elettorale dei colletti inamidati che, per tenersi buoni la base elettorale, stanca e frustrata da una crisi lancinante e da promesse che rasentano la demagogia, ha dimenticato quello che il 10 dicembre di 63 anni fa a Parigi, almeno formalmente, ha posto fine a una delle più grandi tragedie della nostra storia, con la firma, al cospetto delle "Nazioni Unite", della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Sentimenti. Con questa parola si indicano un’infinità di stati della nostra coscienza, dai più comuni come l’amore e la paura ai più trascurati e spesso neppure considerati tali come la xenofobia.
Vista la natura di quest’ultima è diventata un’abitudine da parte della classe politica rievocare, prendendo spunto dal passato - tirando fuori dall’armadio il cappotto da Capò e gli slogan dall’alito sapor di naftalina -, la paura dello straniero, del diverso, dello sconosciuto andando così a risvegliare il mostro, il buio della ragione, la bestia latente e presente, più o meno consapevolmente, in ognuno di noi ai fini della propria sussistenza.
La storia insegna, ma la società civile si dimentica troppo spesso, anche a distanza di pochi decenni gli orrori che questo sentimento può creare, dimenticando anche che la parola “Nazione” ha ucciso più di ogni epidemia della storia. Quando un gruppo politico che riesce ad affermarsi basando la propria propaganda sulla xenofobia, risvegliando e legittimando questo prurito, ponendosi come salvatore dall’immigrato clandestino che viene da te rubandoti il lavoro e mettendo a serio repentaglio la tua incolumità personale; quando queste fandonie vengono anche rese terribilmente concrete e vicine dai media, i quali sbandierano ogni sera i misfatti di questi vagabondi è facile ri-sfoderare il pregiudizio, la paura, l’odio, l’indignazione, l’intolleranza, i nazionalismi e acclamare a gran voce i salvatori senza mai interrogarsi sull’origine di questi sentimenti, senza mai osservarli con occhio critico.
Gli effetti di questa pratica sono chiari: la casta si mantiene, la società civile si imbarbarisce e l’attenzione viene deviata.

Venerdì 19 agosto 2011 alle 20:00:51
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