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Ultimo aggiornamento ore 14.45 del 23 Gennaio 2018

Ora più che mai uniti, la Samp deve uscire da questo momento

Ora più che mai uniti, la Samp deve uscire da questo momento

- Carissimi Amici Blucerchiati, nelle ultime settimane sono accadute molte cose, e quasi tutte non troppo positive: il nostro Montella, prima della gara infrasettimanale con il Toro, ha dichiarato di non essere troppo preoccupato per la situazione in generale, e per la classifica. Sarà, ma i segnali ci sono tutti, almeno per toccarsi un po', scaramanticamente parlando. Partiamo dalle cose buone: la Samp non indossa magliette con il collettino bianco, che portano a due retrocessioni amare, ed il buon Vincenzo i capelli li ha ben saldi in testa... A parte queste tristi battute, e volendo appunto fare una sintesi degli ultimi giorni, siamo partiti da una sconfitta preventivabile con il super Napoli, ma agevolata da un Barreto talmente in confusione da immaginare che Higuain fosse un suo compagno, anche se aveva la maglia rossa, e fornire al capocannoniere del torneo la più comoda e paradossale palla del vantaggio partenopeo; poi Hamsik, che sarà anche bravo, sembrava Alberto Tomba lanciato in uno slalom esagerato, con i nostri difensori nel ruolo dei paletti, per ammazzare il tentativo di riscossa dei blucerchiati. Poi è giunta la cessione di Eder, ed anche quelle di Zukanovic, Regini, Rocca, Bonazzoli, Coda... Dopo Alvarez, ecco Ranocchia e Dodò, in prestito alla Romagnoli, quindi Iacopo Sala, ed infine Quagliarella e Diakitè. Nel mezzo, altro sciagurato primo tempo a Bologna, ma lì, e nuovamente, il peso di decisioni arbitrali pesanti, tutte contro. Dall'errore di Ranocchia sul secondo gol felsineo, originato però da una entrata scomposta in scivolata di Giaccherini, che non colpisce il difensore, ma che gli procura di fatto un danno, costringendolo ad un rinvio frettoloso (e questo nessuno lo ha sottolineato); al mezzo rigore di Gasta su Dodò, alla mancata espulsione sempre di Gasta, ed all'incredibile penalty concesso al Bologna dall'arbitro, che si vede voleva emulare Trentalange; palla che colpisce la mano di Alvarez in caduta, per la legge della gravità, bene aderente al corpo, e se idealmente elidiamo l'arto, la sfera sbatterebbe addosso al corpo dell'ex interista, cioè non passerebbe, non continuerebbe la sua corsa; un rigore assurdo ed illogico, assolutamente vergognoso. Andiamo avanti: l'ultimo match con il Torino ha avuto un finale da teatro dell'assurdo: una volta tanto, forse l'unica, che stavamo rubacchiando una vittoria, ecco che ci facciamo male da soli; e non per il solito errore tecnico, tipo il pari granata, originato da un liscio di Ranocchia, no, no, qui addirittura ne abbiamo fatto uno di concetto; a 15 secondi dalla fine del recupero, con la palla nelle mani di Viviano, siamo riusciti a far pareggiare gli avversari: incredibile! E dire che Viviano ci aveva salvato con una uscita spettacolare su Immobile, in un uno contro uno da brividi, una parata da manuale! Pensavo che il portiere, alla fine, calciasse direttamente in tribuna, come nel rugby, quando una squadra, superato il tempo regolamentare, fa terminare il match calciando l'ovale fuori dal terreno di gioco. Pensavo perdesse ancora un po' di tempo, anche a costo di beccarsi un giallo, tanto più che zoppicava, ed anche per questo credevo chiamasse a battere un difensore, da sinistra a sinistra; e invece è accaduto l'imponderabile: quasi come in una esercitazione ad allenamento: il portiere lancia all'opposto terzino avversario che avanza, lancio per l'ala che crossa, e test per attaccanti e difensori; certo, anche Lazaros poteva aggredire il portatore di palla invece di indietreggiare, e qualcun altro poteva stendere Immobile prima che crossasse; e comunque, quell'azione, per dirla alla Don Rodrigo, non si doveva fare, proprio non ci doveva essere! Tanto più che gli arbitri italiani non stanno a contare se, durante un recupero, qualcuno fa manfrina, o si perde del tempo; in Inghilterra, a mio avviso giustamente, il direttore di gara può, a sua discrezione, allungare il recupero, mentre qui, alla basket e a mo' di sirena, appena scatta il cronometro fischiano, così si evitano polemiche. Ne sappiamo qualcosa noi tifosi doriani, quando qualche anno fa, proprio in casa con il Toro, una giacchetta nera di cui ho volontariamente rimosso il nome, annullò incredibilmente un gol a Pozzi, perché sulla ribattuta del portiere fischiò la fine del primo tempo! Allucinante! Insomma, se qualcosa non migliora alla svelta, bisognerà tifare con ardore e speranza, ma questo già sta accadendo, a favore delle avversarie di Carpi e Frosinone. La società ha fatto una mezza rivoluzione: non ci sono tante cose da dire: mi sembra ovvio che ci sia una esigenza di bilancio, ed Eder è stato sacrificato, e purtroppo lui è quello che aveva fatto più gol; forse pensavano di aver messo a posto le cose con la cessione al Leicester del giovane Pereira, con un colpaccio alla Mustafi a Valencia; ma poi l'operazione è saltata. Sono arrivati giocatori in prestito, a giugno vedremo cosa accadrà, se Ferrero cederà la Samp, oppure no. Vado controcorrente, e lo so bene, ma non so dire quanto la Samp si sia effettivamente indebolita, da qui a giugno: quello che pesa è l'incredibile autolesionismo che ci vede domenicalmente protagonisti, e non sempre con i soliti attori colpevoli di errori marchiani. Non siamo però oggi nella condizione di pensare troppo al futuro, comunque prossimo: pensiamo al presente. E qui, spiace dirlo, lo score di Montella non è davvero il massimo, rispetto al vituperato Zenga. Lo dice uno che ha gioito quando l'Aeroplanino è atterrato a Bogliasco, e se è per questo ero anche felice dell'acquisto precedente di Barreto. Parlavamo di segnali negativi, riassumiamoli: società che, attraverso il presidente, dichiara di non voler cedere i pezzi migliori, ma poi lo fa; arbitraggi tutti contro (rigori non dati con Juve e Carpi, penalty dubbio assegnato al Carpi, scempio a Bologna, e rigori concessi generosamente ad Atalanta, Carpi e Frosinone); giocatori che dovevano fare la differenza (Barreto e Fernando) che deludono; ed ultimamente, scelte di Montella abbastanza contestabili. Ce ne è abbastanza per essere preoccupati, come dicevamo prima. Personalmente non condivido la panca per Cassano: ci ha tenuto in piedi lui nelle ultime gare, sembrava in forma; Muriel ha realizzato due reti, è vero, ma partecipa sempre poco alla manovra; Correa credo che non riesca a coesistere bene con Soriano, mi sembra che si pestino i piedi; a Bologna non è successo perché Soriano non si è visto; con il Toro non ho condiviso il cambio di Sala con Diakitè, uno che sinceramente non avrei acquistato (meglio tenersi Coda, o dare una chance all'ex Stendardo...): non era più semplice ragionare alla Boskov ("esce terzino... entra terzino...") inserire Lazaros, oppure Pereira, giacchè Cassani non mi sembra adatto per fare il quinto a centrocampo. Io penso che in casa bisognerà azzardare un po' di più, un 3-5-2, con Viviano, Moisander (Cassani), Ranocchia e Silvestre; in mezzo Fernando o Palombo (dopo una vita fuori non è che Angelo abbia fatto rimpiangere il titolare...), Ivan tutta la vita nel suo ruolo naturale di combettente da interno, e dall'altra parte Soriano, ai lati Dodò a sinistra, e ballottaggi tra Carbonero e Sala, sperando di avere buone notizie da Roma a proposito di Lollo; davanti Cassano e Quagliarella, in modo che le difese avversarie abbiano una coppia di cui preoccuparsi. Per cercare di puntare ai tre punti, e di conquistare la salvezza con vittorie pesanti tra le mura amiche. In trasferta bando alle ciance, lasciamo perdere il gioco, a quello Vincenzo ci potrà pensare a partire dal prossimo ritiro estivo; mandiamo in campo un Team arcigno e coraggioso, benvengano i resuscitati Nenad Krsticic, gli Ivan, i Palombo. I cosiddetti gregari, quelli che lottano su ogni palla, e che mordono le caviglie, alla ricerca di un punto importante e vitale. Quando ero piccolo la mia Sampdoria, quella di Battara, Cristin, Salvi e soci, cercava di vincere in casa e di pareggiare fuori, per salvarsi, e ce la faceva, dopo lacrime, sudore e sangue, e quasi sempre all'ultima giornata; ma le vittorie ti davano due punti; con i 3 punti a successo oggi è necessario e determinante vincere in casa, Cassano deve giocare, e Quagliarella anche! Non è che Cassano non potesse giocare con Eder! Cassano giocava con Pazzini... Sempre che i due stiano bene, ovvio... Questo è come la penso io, ci mancherebbe! E stasera il Doria sfiderà all'Olimpico una Roma rigenerata, dopo le prime cure del nuovo Coach Luciano Spalletti. Sarà durissima, ma la Samp deve abbattere le barriere della sfiducia, si deve ricompattare, deve soprattutto combattere, e portare via punti da tutte le gare: deve al più presto effettuare un allungo, i 5 punti di tesoretto dalle inseguitrici dirette non fanno stare tranquilli. Ogni partita è una storia a sé: è venuto il momento di sparigliare le carte, ed uscire indenni da Roma, per la classifica, ma anche per il morale, sperando che Napoli e Juve vincano, come da pronostico, con Carpi e Frosinone...

Domenica 7 febbraio 2016 alle 11:25:18
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